recensione attacco alla federazione

Recensione : Attacco alla Federazione di Roger Munny

Salve gente amante della distopia e della fantascienza!

Oggi vi voglio parlare dell’ultimo numero a oggi uscito per la collana Dystopica della Delos Digital Edizioni. Ecco quindi la Recensione “Attacco alla Federazione” di Roger Munny. Pronti per essere sparati nel futuro?

Attacco alla Federazione - Roger Munny

TRAMA

Anno 307 della nuova era. La Federazione domina l’umanità con pugno di ferro e falsi sorrisi. Un piccolo gruppo di persone si è accaparrata il potere e lo gestisce in maniera autoritaria su una società ormai troppo debole per ribellarsi.
La Corporazione, con il beneplacito della Federazione, spadroneggia sulla popolazione spaziale imponendo una sorta di schiavismo legalizzato.
Tasse, deportazioni lavorative e condizioni di vita esasperanti flagellano un’umanità spezzata a metà, allargando ogni giorno il divario tra chi vive di finzione e chi deve sopravvivere.
Non tutti però accettano passivamente lo status quo. La Società lavora in segreto per indebolire la Federazione, costruendo una catena di eventi che moltiplicheranno le connessioni rivoluzionarie fino all’auspicata implosione del sistema.
Il recente attacco terroristico ai laboratori della LifeSpan Corp., sulla stazione orbitale Nexus, ha innescato la risposta decisa della Federazione, che ha irrobustito i controlli negli spazioporti delle stazioni orbitali e può fare affidamento sulla potente rete di spie e informatori della Corporazione per la cattura degli agenti rivoluzionari.
Dal canto suo, la Società sta organizzando una migrazione di una massa di lavoratori esclusi dal grande disegno produttivo e di reietti di ogni tipo verso altri lidi della Federazione, con l’intento di destabilizzare il sistema. Inoltre, per accelerare il processo rivoluzionario, la Società ha sguinzagliato i migliori agenti operativi per colpire la Corporazione con nuovi attacchi ravvicinati.
Ma non ha fatto i conti con il potere della Corporazione, decisa a ribattere colpo su colpo.

RECENSIONE “Attacco alla Federazione”

Come avete letto, rientriamo pienamente nella definizione della distopia: un governo opprimente, il potere nelle mani dei pochi e il popolo a subirne le conseguenze; naturalmente non mancano elementi che caratterizzano la fantascienza, come spesso accade in questa collana. Ma andiamo per gradi, come sempre.

Qui la definizione della distopia secondo la nostra cara Liliana Marchesi.

Ambientazione

A quanto sembra l’umanità è riuscita a spopolare su vari pianeti. Alcuni di questi vengono menzionati, lasciando intendere al lettore che ce ne siano molti di più. Come già detto, ci sono molti elementi che aiutano il lettore a capire che stia vivendo una storia nel futuro, come per esempio la fusione tra componenti meccaniche e/o informatiche con il corpo umano, le pubblicità fluttuanti sulle strade e sui tetti delle case, gli ologrammi e varie attrezzature che possiamo solo immaginare. Forse però ho sentito la mancanza di un’ambientazione “macro” dei vari luoghi, quindi una caratterizzazione delle varie regioni di questi pianeti e delle orbite abitate.

Storia

È suddivisa in due parti. La prima, quella che preferisco (opinione totalmente soggettiva) racconta di Lester e di Mary, quest’ultima una stella del ring. La narrazione parte infatti pochi giorni prima di un incontro per il quale Mary si sta preparando.
Nelle primissime righe si capisce che Lester odia la Federazione, il resto lo lascio ai lettori.
La seconda parte della storia invece sposta il lettore più all’interno della rivoluzione, o meglio, ci mostra il punto di vista di uno degli agenti della Società che, insieme alla sua compagna, sta preparando un attacco particolare alla Federazione. Senza fare spoiler, non dovete pensare alle solite esplosioni o atti terroristici simili. Oggetto cardine di questa missione è la scatola, un misterioso strumento che, se ho capito bene, si collega in qualche modo alle sinapsi del proprietario permettendo svariane funzioni se vengono usati i sintagmi giusti. Cos’è effettivamente la scatola? Non posso dirlo, per scoprirlo dovrete leggere la storia.

– Come può esserti utile la Scatola? Non sai nemmeno cosa sia realmente.

-Non lo so ancora. Lo scoprirò quando la avremo.

Personaggi

Sono il motivo per cui ho preferito la prima parte della storia. Lester e Mary hanno spessore; il lettore riesce ad affezionarsi un po’ al loro, nonostante l’opera sia solo un racconto lungo e i due menzionati hanno spazio solo per metà della storia.
Nella seconda parte, il personaggio che ho sentito di più è stata Tina, anche se in realtà “solo” una coprotagonista. Ronald, il personaggio principale della seconda parte, non è riuscito ad arrivare alle mie corde, forse perché l’autore ha concentrato la caratterizzazione appunto su Tina: questa ha un passato che poi viene a galla, ha dei drammi che il lettore impara a conoscere. Ronald non ha avuto questa fortuna, anche se in realtà è lui a muovere i fili.

Messaggio

Ci sono svariati messaggi, come in ogni storia distopica che si rispetti. Qualche spunto qua e là che invita il lettore a riflettere, ma il messaggio più grande è ovviamente quello della rivoluzione. Che detta così sembra una cosa banale, invece non lo è. Il finale nasconde qualche piccola chicca, ma non starò qui a dirvela, naturalmente.

Conclusione

In conclusione, una lettura piacevole, senza dubbio, soprattutto nella prima parte. La seconda parte, anche se scorre ugualmente, sembra perdere un poco di stile. Nulla di troppo penalizzante, la mia valutazione è comunque positiva.

Una storia che si potrebbe avvicinare a questa opera è Progetto Mathilda di Caterina Franciosi, della stessa collana. Ve ne ho parlato qui.

Alex Coman

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