recensione abbiamo perso tutti

Recensione : Abbiamo perso tutti di Pasquale Dente

Bentrovati distofantareaders! Oggi ho il piacere di proporvi la mia recensione di questo interessante volume. Si tratta di “Abbiamo perso tutti” dello scrittore e collega, Pasquale Dente. Poco tempo fa vi avevo esposto le mie impressioni riguardanti il precedente volume, “Dietro la maschera” nel quale troviamo, in parte, gli stessi personaggi. In entrambi i libri, Pasquale ci parla del virus che ci ha condizionato la vita per due anni, il temutissimo COVID-19.

Nel primo libro (leggi la recensione) grazie al personaggio di Lucia il lettore viene catapultato in terapia intensiva per seguire da vicino la vita di medici ed infermieri nella lotta contro il virus, mentre nel secondo ci si addentra nelle case e vite di alcuni cittadini per scoprire come questo ha fortemente influenzato l’esistenza di ciascuno di noi.

TRAMA

Napoli, Febbraio 2020. La città si prepara all’arrivo della primavera e delle temperature miti, che, in questa città hanno il sapore di magia. Tutti vivono la loro vita pensando ai tanti progetti che vorrebbero portare a termine prima della fine dell’anno.
C’è chi pensa alla laurea, chi vorrebbe acquistare un nuovo cellulare per stare ai passi della società e chi, pensa ad avviare l’attività che ha sempre sognato. Fino al giorno in cui… un virus dalla Cina, il Coronavirus non irrompe nella nostra quotidianità, spazzando via non solo i progetti e le abitudini, ma, anche la vita. Tutto cambia vertiginosamente lasciando spazio alla paura e alla fragilità. In una Napoli sempre caotica, allegra e spensierata, s’inizierà ad assaporare il silenzio ed imparare ad osservarla sotto un altro punto di vista.
Il Racconto si svolge interamente in un classico condominio Napoletano, dove solidarietà, inciuci e accadimenti vari la faranno da padrona.

RECENSIONE

Eccomi qui, nuovamente pronta a parlarvi di un romanzo scritto da Pasquale Dente.

Prima impressione ???

Il libro mi è piaciuto veramente molto! Forse di più del precedente volume che, mi aveva provocato, sul giudizio finale non pochi ripensamenti. In questo nuovo volume, Pasquale, ci porta nelle abitazioni di una palazzina napoletana nella quale vivono i genitori di Lucia, la protagonista del primo libro.

Siamo, appunto, a Napoli ed il lettore viene catapultato nelle esistenze di gente comune che il Covid-19,porta, in alcuni casi al limite.

“Cosimo sapete cos’è successo?”

“Non lo sappiamo, però abbiamo visto gli infermieri scendere dall’ambulanza con le tute bianche e Mimì era sulla barella con una maschera dell’ossigeno in faccia”.

“Speriamo non sia il Covid!”esclama la signora Anna.

“Ma allora stu Covid esiste veramente? Non è solo un modo per farci mettere paura?”. La signora Russo cerca il confronto.

“Ma quale finzione, io ho mia figlia che a Bergamo sta vedendo persone morire come mosche, non è un’invenzione.”

Grazie allo stile fluido e semplice dello scrittore, chi legge viene accompagnato nelle loro vite e insieme ai protagonisti assapora il loro quotidiano. Di distopico non c’é moltissimo, non ci troviamo in possibili scenari futuristici o, peggio ancora, apocalittici, ma assaporiamo la realtà, quella vera e che ci ha condizionato l’esistenza. Sicuramente il clima vissuto in questo periodo incalza alla perfezione ciò che il genere distopico ha nelle sue caratteristiche.

Detto ciò, vi dico perché il romanzo mi è piaciuto?

Mi è piaciuto, per esempio, come l’autore ci presenta le storie dei protagonisti, quello che vivono e la quotidianità delle vicende. A questo proposito, cavallo di battaglia, sono, a mio avviso, i dialoghi, che vengono presentati utilizzando anche il dialetto napoletano ( niente paura! Se non lo masticate, Pasquale ha pensato a integrare il testo con note esplicative!).

Un libro veramente appassionante e avvincente che grazie alle sue vicende mi ha tenuta incollata alle sue pagine. Mi sono affezionata tantissimo ai personaggi perché veri e che presentano gli stessi problemi che, nel quotidiano, ognuno di noi ha.

Un romanzo scorrevole , che presenta come unico punto dolente il fatto di avere diversi errori di battitura…sob! Ma per il resto ne sono rimasta completamente soddisfatta!.

A presto!

Valentina Meana

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