Recensione: City of orange di David Yoon

Bentrovati distofantareaders! Come state? Oggi ho in servo per voi la recensione di un romanzo in lingua originale si tratta di “City of orange” che ho avuto occasione di leggere.

Si tratta di un libro fresco di stampa uscito negli States nel Maggio del 2022. Una storia interessante che mi ha colpito particolarmente sin dalle prime pagine e che mi auguro esca presto anche in italiano. La storia ambientata in un ipotetico futuro è in grado di ironizzare, con molto garbo, sulla distopia del presente e sulla realtà del trauma individuale e collettivo. Libro che consiglio di cuore a tutti e che spero di vedere presto nelle nostre librerie.

California, oceano e prosperità

Il romanzo è ambientato nella California meridionale e ha inizio, nella miglior tradizione distopico-post apocalittica, con il risveglio del protagonista, Adam, in un luogo sconosciuto, desertico, inospitale e spopolato. Il lettore segue i passi del personaggio verso la disperata ricerca di acqua, cibo, riparo nel paesaggio distrutto da un misterioso incendio dalle proporzioni bibliche. Con il passare del tempo la narrazione si apre, con un uso sapiente e ben dosato dei flash back, al passato di Adam, alla sua vicenda di marito e padre, alla vita di prima del disastro.
I due piani della narrazione procedono paralleli: il presente con l’incontro di un vecchio eremita impazzito e incapace di comunicare; quindi, con un misterioso e solitario ragazzino che lo aiuta e gli fornisce cibo, riparo e compagnia.

Trauma individuale e disastro collettivo

Il fulcro del romanzo sta tutto nella relazione, stretta e inestricabile, fra vicenda privata del protagonista, americano di origini coreane (come l’autore), marito di una donna afroamericana e padre di una bambina piccola, e la dura realtà americana contemporanea, che in certi Stati è di estrema durezza. La California è sempre stata famosa per incendi e terremoti, e ora lo è anche per siccità e per il problema di “homelessness,” ovvero il sempre crescente numero di senzatetto.
Le vicende di Adam ruotano attorno al trauma, al terribile incidente che lo ha condotto a vagare senza memoria in luoghi che davvero sono post-apocalittici nel contesto di un’apocalisse locale, immobiliare, generazionale.
Nel momento in cui le due narrazioni, quella del “presente” e quella analettica, convergono, e il lettore ha tutti i dati per capire cosa sia successo e perché, il romanzo si avvia alla conclusione, con la figura salvatrice del miglior amico di ‘prima’ con cui Adam riesce, fortunosamente, a ricongiungersi.

Commento

La lettura di questo romanzo è stata molto piacevole, la trama scorrevole, i personaggi molto interessanti, qualche colpo di scena inserito ad arte nella trama, numerosi riferimenti alla società americana di oggi e, forse, di domani. Mi pare un ottimo esempio di romanzo americano contemporaneo privo di fronzoli e intellettualismi, ben costruito e per scritto, onesto e senza pretese. Rappresenta la California meridionale del ventunesimo secolo con uno sguardo impietoso e preciso dando al lettore un’immagine lontana dalla patria del surf, del cinema e delle grandi città e da rappresentare, secondo me in modo magistrale, cosa sia diventato quello Stato dalla crisi immobiliare del 2007/8 ai giorni nostri.

A presto!

Roberto Risso






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