Recensione: Strati di Liliana Marchesi

Bentrovati lettori e lettrici di LDFO!

Oggi per la rubrica “Dietro l’angolo” abbiamo, per voi, una novità in super esclusiva!

La recensione del nuovo romanzo del nostro ex capitano Liliana Marchesi!. Si intitola “Strati” ed è uno stupefacente Paranormal Romance.

L’uscita è prevista proprio per oggi, ed è il primo volume di una trilogia ( chiamata dell’ Infinito) che si prospetta, a giudicare da questo primo capitolo, esplosiva e ricca di strabilianti colpi di scena!. Noi di LDFO abbiamo avuto il privilegio di leggerlo in anteprima e oggi, in occasione del lancio ufficiale, abbiamo il piacere di dirvi cosa ne pensiamo nell’articolo che segue, con la speranza di suscitare la vostra curiosità.

TRAMA:

Ysolde ha ventitré anni e vive con la madre a Copenaghen.
Trascorre le sue giornate dando lezioni private a bambini che hanno difficoltà a integrarsi nelle scuole e che, per questo, vengono istruiti nel sottotetto della De Gamles Bys Kirke, la chiesa della città vecchia.
Tutto procede noiosamente bene, fino al giorno in cui, durante un funerale, assiste a un rituale che nessun altro essere umano è in grado di vedere.
A compiere il rituale è Ector, un Conduttore che ha il compito di prelevare le anime dei defunti per accompagnarle nello Strato successivo, e quando Ector si accorge di essere osservato, la vita di Ysolde inizia a precipitare pericolosamente in una direzione senza ritorno.

RECENSIONE:

Quando mi trovo davanti ad uno scritto di Liliana, sia esso uno romanzo o un racconto, ciò che sento ancor prima di iniziarlo è una forte emozione, perché so già che andrò a leggere mi coinvolgerà completamente e mi trasporterà in mondi e storie incredibili, popolate da personaggi straordinari che ruberanno per sempre parte del mio cuore!.

Questo, più di altri romanzi editi da Liliana, è riuscito maggiormente in questa impresa.

Ma andiamo con ordine, di cosa parla “Strati”?

Scopriamolo insieme!

Partiamo, innanzitutto, dall’ambientazione:

Liliana, in questo nuovo romanzo, accompagna il lettore attraverso le meravigliose strade di Copenaghen e lo fa attraverso gli occhi pieni di meraviglia e speranza, della giovane Ysolde, ventitré anni e fegato da vendere.

Questa ragazza vive con la madre Iris che, nonostante, la figlia non sia più una ragazzina non si risparmia dal rimproverarla, ciò nonostante il loro rapporto è unico e solido. La nostra protagonista per essere maggiormente autosufficiente e non dipendere totalmente da Iris, si occupa di dare ripetizioni a bambini problematici presso la nota chiesa De Gamles Bys Kirke, gestita dalla temutissima suor Anna. Proprio qui, la nostra protagonista, assistendo ad un funerale, si accorge di vedere qualcosa che nessuno dei presenti nota.

La vita è un insieme di istanti che, come granelli di sabbia finissima ci scivolano addosso. Alcuni di essi però si incastrano nelle pieghe della nostra esistenza, costringendoci a tenerli con noi

Questo romanzo mi è piaciuto veramente molto!. La trama è avvincente, originale, semplicemente unica.

Ho apprezzato ogni elemento dell’ambientazione e dei personaggi. L’atmosfera della città di Copenaghen l’ho trovata particolarmente adatta perché rende tutto più magico e fiabesco avvolgendo ogni cosa in una nebbiolina fatata. Solo questo fa respirare al lettore un’aria diversa, incantata.

I personaggi mi sono piaciuti; sono ben caratterizzati e descritti. Ho storto solo un pochino il naso davanti al linguaggio di Ysolde, per gli intercalari leggermente coloriti. La loro presenza mi sembrava stonare in un romanzo di Liliana tanto da percepirli come elemento estraneo rispetto al suo consueto modo di scrivere e di esprimersi. Sconcertata da ciò l’ho subito contattata per confrontarmi con lei e cercare di capire le motivazioni che l’hanno spinta in questa direzione per giungere ad una comune e sensata conclusione.

Il male ha una sua utilità, così come il dolore. Aiuta le persone a tirare fuori il meglio di sé. Una parte che non riescono a vedere. Senza il male il bene non cresce. La mente e il cuore non si espandono.

A parte ciò, il lettore, di fronte a “Strati” non può fare altro che restare incantato, stupito ed estasiato dalle vicende ricche di colpi di scena. Lo stile è sempre fluido, accattivante, coinvolgente.

L’autrice decide di far condurre la narrazione principalmente ad Ysolde per poi passarla a Nicolaj nella parte finale del romanzo. Scelta assolutamente azzeccata e vincente, in questo modo il lettore, da un certo punto può vivere la storia da un altro punto di vista.

Allora, cosa dite, vi ho convinto a leggerlo? Fatecelo sapere!

A presto

Valentina Meana

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