MELTDOWN: Three Miles Island, Miniserie

Bentrovati fantadistofollowers!!! Oggi, ho il piacere di presentarvi la recensione di questa miniserie trasmessa da Netflix, “Meltdown: Three Miles Island”

C’è un dettaglio che mi ha colpito profondamente all’inizio del primo episodio di questa mini serie sul disastro (non proprio sfiorato come si tende a credere, anche se sarebbe potuto costare la vita di milioni di persone invece di fornire, semplificando, come la nostrana Acna di Cengio): una sequenza all’interno della sala di controllo della centrale nucleare della Pennsylvania con piatti e tazze di caffè intatti, cibo sparso, materiale di cancellerie, come se le persone fossero svanite.

Mi ha fatto tornare alla mente la prolungata descrizione iniziale della base militare californiana in cui Stephen King fa iniziare Captain Tripps, l’epidemia globale de The Stand. L’incidente di Three Mile Island viene spesso citato come fonte d’ispirazione per il romanzo di King ma non è possibile perché l’incidente, il meltdown del reattore n. 2 avvenne nel marzo del 1979, mentre la prima edizione di The Stand, accorciata per ragioni di prezzo legate al numero di pagine, è dell’ottobre dell’anno precedente. Se mai questo evento può essere alla base della polemica – divertentissima, ma pur sempre polemica sociale – alla base del tema del nucleare nei Simpsons, e del lavoro di Homer Simpson stesso, ma su questo sarebbe meglio fare un discorso a parte.

Le immagini di repertorio delle televisioni che hanno coperto l’incidente presso il reattore sull’isoletta sul fiume Sasquehanna, vicino ad Harrisbourg, a poche centinaia di miglia da Philadelphia, New York, Baltimora e Washington DC. Ricordano così da vicino la sequenza del romanzo (e poi della mini serie degli anni Novanta) da far pensare a una discendenza diretta ma le date parlano chiaro: anche in questo caso la fiction è così ‘verosimile’ e plausibile che la realtà, quando si scatena con tutta la sua carica drammatica, le assomiglia pedissequamente.
Meltdown è una miniserie composta da quattro episodi di una cinquantina di minuti l’uno che ricostruisce nei dettagli, sia attraverso immagini di repertorio che interviste ai personaggi che l’hanno vissuto, l’incidente presso uno dei reattori della centrale nucleare di Three Miles Island.

Gli ideatori di questa serie hanno fatto un lavoro eccezionale nel presentare non solo la realtà dei fatti attraverso un’attentissima e scrupolosa ricostruzione degli eventi del 1979 e degli anni successivi, ma soprattutto hanno saputo cogliere l’umanità delle storie delle donne, degli uomini e dei bambini che si sono visti sconvolgere dallo spettro di una contaminazione letale proprio negli anni in cui gli USA spingevano con più decisione verso l’utilizzo dell’energia atomica per arginare la dipendenza dagli idrocarburi (gli Anni Settanta furono, giova ricordarlo, gli anni dell’Austerity, e non a caso!)

Il metodo narrativo è quello collaudato: si seguono le vicende di un gruppo d’individuo a vario livello e a vario titolo coinvolti nelle vicende creando, come nella fiction, empatia e anticipazione, coinvolgimento e interesse nel pubblico. Il dosaggio dei dettagli individuali e collettivi è sapiente, di modo che piccoli colpi di scena siano possibili, così come rivelazioni, fatti personali e collettivi della piccola comunità che viveva – e vive tuttora – a poche centinaia di metri da quella centrale nucleare.

Le parti a mio avviso più avvincenti e più significative di come l’America è sempre stata, sono quelle che ricostruiscono gli interessi economici e di potere che hanno contraddistinto non solo tutta la gestione dell’emergenza, ma anche ciò che è venuto dopo, negli anni e nei decenni successivi. Non solo, è stato emozionante vedere come queste scelte dettate da interesse abbiano avuto conseguenze incommensurabili sulle esistenze delle persone che lavoravano e vivevano in quella zona, e come queste conseguenze siano attive (e attuali) ancora oggi, più di quarant’anni dopo.


Meltdown è una serie a mio parere ottima non solo per approfondire un episodio tutto sommato meno noto della storia recente americana (anche se si tratta pur sempre del peggior incidente nucleare avvenuto in territorio americano) ma soprattutto che capire, e capire fino in fondo, come funziona l’America di ieri e di oggi e dei motivi per cui gli Americano hanno un così complesso rapporto di odio-amore e diffidenza per chi li governa.

Roberto


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