Recensione Summer Time Rendering

Ben ritrovati lettori di LDFO,

Oggi sono qui per andarvi a consigliare la serie anime Summer Time Rendering, basata sull’omonimo manga del 2017 di Yasuki Tanaka, e che potete trovare su Disney +.

Un prodotto non riuscito al cento per cento, ma comunque piacevole da guardare, specialmente per gli amanti del distopico. 

TRAMA

È Il 22 luglio: Shinpei Ajiro, ragazzo di diciassette anni, ritorna dopo due anni a Hitogashima, la sua isola natale; là ritrova numerosi conoscenti, tutti riuniti per la morte della sua sorella adottiva, la diciassettenne Ushio Kofune. Il giorno stesso del funerale avvengono tuttavia alcuni strani eventi, che giungono persino a far dubitare Shinpei che il decesso di Ushio fosse stata – come inizialmente creduto – una morte accidentale per annegamento. 

Vorrei tanto raccontare qualche dettaglio in più, ma fidatevi se non lo faccio: questa è una di quelle serie in cui meno sai, più te la godi.  

Quello che posso aggiungere è che se siete fanatici dei viaggi nel tempo e degli eventi sovrannaturali, Summer Time Rendering è la serie che fa per voi; ma ,pur essendo animata, la sconsiglierei ai bambini.

RECENSIONE

Come dicevo all’inizio Summer Time Rendering non è un prodotto perfetto, ma nel complesso lo definirei molto buono. Pensate solo che alla sceneggiatura abbiamo nientemeno che Hiroshi Seko, lo stesso di Attack On Titan. Diciamocelo pure: è già un po’ vincere facile. (Tuttavia preparatevi a sentire urlare almeno un centinaio di volte: “Ushioo!!!”)

Partiamo da cosa mi è piaciuto: prima di tutto la trama. Ho gradito moltissimo la rivisitazione in chiave moderna e fantascientifica di una leggenda già udita parecchie volte. 

Ho apprezzato la caratterizzazione di ogni personaggio e la qualità dell’animazione;  e su quest’ultimo punto devo dire che solitamente non è un dettaglio a cui faccio particolare caso perché tendo a focalizzarmi più sulla credibilità della storia. 

Ho adorato l’ambientazione: la vicenda si svolge su un isola piena di vegetazione, circondata da acque cristalline. Il senso di pace e calore che ti trasmette è un paicevole contrasto con le atrocità che avvengono al suo interno. 

A proposito di atrocità, altra cosa che ho amato è chiaramente la componente horror. Questa serie è piena di scene crude e spiazzanti che mi hanno davvero lasciato sgomenta, così come mi hanno spiazzata gli infiniti colpi di scena, che ci sono a partire già dalla prima puntata. Questo spinge lo spettatore a premere sull’icona “prossimo episodio” quasi sempre; quasi. 

Proprio con questo “quasi” che entra in gioco ciò che invece mi ha fatto storcere il naso: ci sono troppi, ma davvero troppi, elementi. Molte volte, a fine episodio, mi sentivo affaticata come se mi fossi allenata intensamente per venti minuti di fila senza concedermi pause. Questo mi portava a voler riprendere la continuazione della serie in un altro momento. Di conseguenza, però, scattava un secondo problemino: che puntualmente scordavo cosa era accaduto nell’episodio precedente ( e non credo di aver ancora una così pessima memoria). 

In più, sebbene nulla venga lasciato al caso, alcuni espedienti narrativi non mi hanno convinta del tutto; alcune giustificazioni tendono a risultare un po’ forzate. 

Altra cosa che non mi è piaciuta particolarmente è stato il fattore demenziale buttato un po’ a caso, inserito solo in un paio di puntate, forse tre. Spesso mi sentivo confusa, mi domandavo: l’autore che impronta vuole dare a questa storia? 

Non fraintendete: adoro il demenziale, e quel poco che ho visto qui mi ha fatto anche sorridere di gusto, tuttavia credo che questi rarissimi momenti di comicità si potevano evitare; oppure per coerenza, l’autore avrebbe dovuto mischiare meglio questa impronta comica all’horror e mantenerla per tutta la durata della serie. 

In conclusione, da appassionata del genere, sono comunque d’accordo con chi dica che Summer Time Rendering sia uno degli anime più interessanti del 2022.

Vi lascio ovviamente qua sotto il trailer e aspetto di sapere un vostro parere. 

Alla prossima, un saluto.

Maria Cristina  

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