Recensione Il futuro non promette bene di Eleanor Davis

Il futuro non promette bene, di Eleanor Davis, edito da Rizzoli Lizard è una graphic novel distopica, moderna, e fortemente politicizzata. Un racconto che guarda al futuro con gli occhi di chi vorrebbe cambiarlo in meglio per amore dei propri figli.

Trama dell’opera

Stati Uniti, 2022. Tutto è identico al nostro presente, le auto vanno ancora a benzina, gli schermi degli smartphone si scheggiano e non ci sono invasioni aliene all’orizzonte. Il mondo è molto simile al nostro, la storia ci insegna che bastano pochi e piccoli cambiamenti per innescare spaventose reazioni a catena. Mark Zuckerberg ha preso il posto di Trump e i droni di Facebook ci scrutano dal cielo. Più che uno scenario di fantascienza, questo è un distillato di timori.

Recensione Il futuro non promette bene

USA, Mark Zuckerberg ha vinto le elezioni ed è diventato il nuovo presidente degli Stati Uniti. Forte del suo controllo assoluto sulla vita dei cittadini e più nazionalista del suo predecessore Donald Trump, intraprende una strategia politica al limite della dittatura.

Droni di Facebook sorvolano il paese, i cittadini hanno rinunciato alla privacy e tutto viene controllato e monitorato dagli analisti un tempo pagati per proteggere le informaizoni incamerate dai socialnetworks. Il grande occhio di Mark vede ovunque e colpisce senza esitazione, spesso in maniera preventiva, per zittire ogni voce fuori dal coro.

In questo scenario, in cui razzismo e disuguaglianze proliferano come i missili sparati dal Presidente contro gli stati esteri potenzialmente nemici, incontriamo Hannah, una trentenne molto attiva politicamente. Una donna che crede in un futuro migliore e che vorrebbe costruirlo lontano dal marciume che dilaga nel mondo. Lei e Johnny vivono in una roulotte parcheggiata nel bosco e sognano di poter diventare genitori.

La coppia si arrangia come può ma l’entusiasmo di Hannah sembra non riuscire a risvegliare il suo compagno dai fumi delle canne con cui si stordisce tutto il giorno. Così, mentre lui galleggia in uno stato di idiozia chimica senza fare nulla per costruire il futuro che continua a promettere, Hannah divide le sue giornate tra il suo lavoro da badante e il suo impegno civile all’associazione pacifista HAAV (Humans against all violence/Umani contro ogni violenza), che si batte contro la politica estera del presidente Zuckerberg e contro l’uso di gas come il sarin e il nervino contro la popolazione civile.

Attraverso una narrazione quotidiana fatta di dialoghi concreti e di scene di vita, l’autrice ci mostra la lenta oscillazione tra ansia e speranza che travolge la protagonista. La voglia di genitorialità si scontra con la paura, e la responsabilità, di far crescere i propri figli in un mondo malsano e violento.

Perchè è questo il punto centrale della storia, e ciò che ho realmente apprezzato: la responsabilità che abbiamo per il futuro. Sta a noi lottare per migliorarlo, combattere per dare ai nostri figli un luogo sano in cui crescere. E Eleanor Davis ci mostra che si può lottare pacificamente, che non si deve rispondere alla violenza con altra violenza, ma che si possono inseguire i buoni propositi usando il coraggio e il cuore.

Il futuro non promette bene è un’opera seria e molto concreta. Non si perde in digressioni, non parla dei grandi problemi che affliggono l’umanità da millenni e non si illude nemmeno di risolverli fischiettando. Tutto ciò che viene messo in tavola è uno spaccato di quello che potrebbe accadere e un manifesto alla speranza. Non dobbiamo farci schiacciare dai nostir timori, anzi dobbiamo combattrli abbracciando la felicità. Il mondo “fuori” è terribile, non lo si può cambiare in un giorno e serve l’impegno di tutti per ottenere anche le più insignificanti vittorie.

A presto

Delos

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