Recensione La felicità affogata di Carlo Menzinger De Preussenthal

TRAMA E RECENSIONE DEL LIBRO

Questo romanzo recentissimo ha un ritmo narrativo incalzante nel descrivere una storia tragica e avventurosa, di decadenza e allo stesso tempo di resistenza e perseveranza. L’autore, che ha alle spalle un notevole curriculum letterario nei campi di fantascienza, distopia e fantastico, con mano sicura e notevole padronanza dei mezzi espressivi, tratteggia la vicenda di un individuo fuori dal comune.

Il protagonista, l’ingegnere Lapo Vinci, è alle prese con una Firenze inondata e palustre, dove si consumano alghe e insetti mentre la bistecca fiorentina è prodotto da spacciatori e mercato nero. Si confronta, nel corso del romanzo, con tutti gli elementi negativi di una società che si disgrega; con l’avanzare del deterioramento delle condizioni climatiche, economiche e politiche, lotta per sé stesso e per la propria famiglia, subisce danni immensi e perdite atroci, mantenendo una speranza e una volontà di preservazione che lo rendono speciale e memorabile a livello letterario, fino all’apoteosi della catastrofe, un conflitto nucleare che costituisce il culmine di una realtà locale e internazionale in cui guerre, pestilenze, crisi e miseria conducono all’implosione della vita sulla Terra. Il tutto visto da una prospettiva urbana, riconoscibile, la Firenze di un futuro che non è remoto né impossibile da immaginare.

Questo romanzo, ci informa il ricco e professionale sito dell’autore, costituisce lo sviluppo di un racconto precedente e a sua volta, si spera, potrebbe rappresentare l’inizio di una serie, visto che il finale, che certo non spoilero, lascia aperte delle prospettive su cui ci si augura che lo scrittore ritorni, regalando un’altra serie di avventure di un personaggio che, si può ben dirlo, non manca di risorse e di una sua, fiorentinissima e ruvida simpatia.

https://sites.google.com/site/carlomenzinger/carlo-menzinger—biografia

Personalmente, ho molto apprezzato questa prova narrativa, particolarmente le trovate inventive, la gestione dell’azione e lo sviluppo dei personaggi nel contesto di un quadro coerente e estremamente definito nei dettagli. L’autore è molto attivo nei campi della promozione dell’ucronia presso i lettori e gli autori italiani, sia Young Adults che più maturi. Le iniziative che nel corso degli anni ha promosso e concretizzato costituiscono un curriculum, come dicevo all’inizio, non solo di tutto rispetto, ma anche di notevole impatto nel mondo spesso un po’ troppo ristagnante della letteratura di genere italiana.
La serietà e l’esperienza di Menzinger devono essere valorizzate onde permettere a nuove generazioni di autori e di lettori di farsi avanti. Del resto, e sono cose risapute, s’inizia sempre con una buona lettura, quel libro o quel racconto che fa scattare una scintilla cui seguono altre molteplici letture e i primi tentativi di scrittura.
Ecco, un buon punto d’inizio, La felicità affogata, narrazione rapida e ben controllata per giovani e meno giovani, per chi si stia solo ora accostando al genere fanta-distopico e per chi di libri ne ha già letti tanti.

Al termine di questo romanzo, nonostante la catastrofe che lo conclude, restano in chi è arrivato all’ultima pagina due desideri: leggere altre opere di questo autore e poter seguire nuove vicende del protagonista di questo romanzo.

Ci auguriamo che entrambi i desideri possano essere soddisfatti, adesso e nel futuro.

Rob



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