Primi due giorni di SalTo24

Cari Distopici,

oggi usciamo un po’ dalle recensioni, dalle ri-censioni, insomma da quello che di solito siete abituati a trovare qui, ma arriviamo a un primo breve resoconto di questi due giorni di SalTo24. Fun fact: sto scrivendo questo articolo dalla sala stampa, cosa che mi fa sentire molto più importante di quello che sono, circondata da persone serie che scrivono articoli su articoli, con in sottofondo un cantante africano (credo?) che sta deliziando tutto l’Oval con il suo repertorio canoro. Ah ovviamente hanno tutti molti più anni di me 😂

C’è poco da fare amici il SalTo è sempre il SalTo. Si respira un’aria meravigliosa, fatta di sogni, aspettative e caldo, tanto caldo quest’anno. No, a parte gli scherzi, resta sempre un’esperienza meravigliosa e che dà una carica notevole. Ho la fortuna di essere cresciuta a Torino, quindi vengo al Salone da quando ho 7 anni circa e quello che dopo sedici anni mi ha colpita di più è proprio notare la quantità di giovani che ormai affollano questi corridoi. Quando ero adolescente io, il massimo dei ragazzi che potevi vedere erano quelli trascinati in gita scolastica e costretti a passare almeno due ore a bighellonare tra gli stand. Oggi invece è quasi il contrario; sono più le facce piccole quelle con cui mi sono scontrata, a volte anche con violenza. Perché di certo a loro non manca la verve e l’energia che invece inizia a scarseggiare in me.

Il Salone resta una delle poche, bellissime occasioni in cui incontrare gli altri professionisti del settore, un modo per stringere quelle conoscenze che fino a quel momento erano rimaste solo virtuali, è l’occasione per conoscere nuovi talenti e sopratutto per comprare tanti, tanti, tanti libri. Se non esci da qui con almeno due buste piene è come se fossi condannato alla gogna pubblica.

Ciò che poi mi ha colpito molto è anche lo spazio che inizia ad essere dedicato ai mondi alternativi all’editoria tradizionale ma ehi, non voglio spoilerare troppo per il mio articolo finale, quindi mi taccio!

Ho un’unica grande critica da fare all’organizzazione: le piantine. Ma come è possibile che già da metà giornata del primo giorno non ci siano più piantine a disposizione? La comunicazione sui social in questi ultimi anni è stata esponenziale e così la risposta che c’è stata da parte del pubblico, come è possibile non attrezzarsi a riguardo? Fine della fase polemica, giuro.

Ecco, quindi, un primo piccolo assaggio di come sono andati questi giorni. Spero che anche voi abbiate potuto “mordere” un po’ di Salone dalle mie parole.

A prestissimo amici!

Martina

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