THE SOURCE: SCRIVERE SULL’ACQUA

AA.VV.
De Agostini Libri
10 giugno 2022

Dodici scrittori e dodici racconti per immaginare un futuro che non vogliamo.

«I racconti di questa raccolta compiono quella piccola magia che è appannaggio solo della narrativa, che consiste nello spostare avanti di qualche anno la lancetta degli orologi e poi guardare cosa è successo al mondo: come è cambiato, cosa è diventato. È un modo per prendere le distanze dalla quotidianità e dalla sua stretta contingenza, liberarsi dalle pastoie del presente, con il suo rumore di fondo e l’inestricabile groviglio di voci e interpretazioni, e concentrarsi sugli aspetti essenziali: è quello che la letteratura prova a fare da più di un secolo, da Wells e Verne in poi.

Sebbene, tecnicamente, il futuro sia sempre lo stesso – uno spazio indefinito dove tutto è possibile e niente è certo –, ogni epoca ci ha visto cose diverse, proiettando, in quell’enorme macchia di Rorschach, le proprie paure e le proprie speranze più profonde. E se c’è stato un tempo in cui il mondo che ci immaginavamo era riuscito a mantenere la folle promessa di un progresso perenne, di recente (forse sulla spinta della crisi del 2008, il primo segnale evidente di cedimento del modello contemporaneo) la fantascienza, con le sue prodigiose invenzioni, è stata soppiantata dalla sua cugina triste, la distopia. All’improvviso, tutti abbiamo iniziato a immaginare la fine del mondo.

Le storie che emergono da questo viaggio nel tempo parlano del nostro presente in modo inequivocabile: dipingono l’angoscia che lo attanaglia, la cecità ostinata e folle con la quale l’umanità procede verso il baratro, e le piccole speranze di rinascita.»

AA.VV.
De Agostini Libri
10 giugno 2022

Dodici scrittori e dodici racconti per immaginare un futuro che non vogliamo.

«I racconti di questa raccolta compiono quella piccola magia che è appannaggio solo della narrativa, che consiste nello spostare avanti di qualche anno la lancetta degli orologi e poi guardare cosa è successo al mondo: come è cambiato, cosa è diventato. È un modo per prendere le distanze dalla quotidianità e dalla sua stretta contingenza, liberarsi dalle pastoie del presente, con il suo rumore di fondo e l’inestricabile groviglio di voci e interpretazioni, e concentrarsi sugli aspetti essenziali: è quello che la letteratura prova a fare da più di un secolo, da Wells e Verne in poi.

Sebbene, tecnicamente, il futuro sia sempre lo stesso – uno spazio indefinito dove tutto è possibile e niente è certo –, ogni epoca ci ha visto cose diverse, proiettando, in quell’enorme macchia di Rorschach, le proprie paure e le proprie speranze più profonde. E se c’è stato un tempo in cui il mondo che ci immaginavamo era riuscito a mantenere la folle promessa di un progresso perenne, di recente (forse sulla spinta della crisi del 2008, il primo segnale evidente di cedimento del modello contemporaneo) la fantascienza, con le sue prodigiose invenzioni, è stata soppiantata dalla sua cugina triste, la distopia. All’improvviso, tutti abbiamo iniziato a immaginare la fine del mondo.

Le storie che emergono da questo viaggio nel tempo parlano del nostro presente in modo inequivocabile: dipingono l’angoscia che lo attanaglia, la cecità ostinata e folle con la quale l’umanità procede verso il baratro, e le piccole speranze di rinascita.»

Anno di uscita

2022