Recensione: "Minecraft. L'isola." di Max Brooks

Buongiorno Amici Lettori, questa mattina quando mi sono svegliata avevo di fronte a me una giornata ricca di aspettative in cui avrei dovuto fare e disfare. Poi un piccolo tassello si è spostato, e tutto è andato in fumo.

Adesso, seduta davanti al mio pc con una tazza di caffè in mano pronta a scrivere la recensione del libro che ho terminato di leggere questa notte, non posso fare a meno di sentirmi esattamente come il protagonista del romanzo.

Prima di dirvi qualsiasi altra cosa vi presento il romanzo di cui sto per parlarvi.

Si tratta di Minecraft. L’isola. di Max Brooks. Edito da Mondadori.

 

TRAMA

“Dove sono? Chi sono? E perché tutto ciò che mi circonda è fatto di blocchi?” Queste le domande di un naufrago che approda su un’isola misteriosa, dove il paesaggio e le creature che lo popolano gli appaiono interamente costituiti da forme squadrate. Un mondo stupefacente e pieno di insidie dove la priorità è trovare del cibo. La seconda è non diventare cibo per le altre creature che si aggirano nell’isola, come lo zombi che si fa vivo appena cala la notte, i creeper esplosivi e gli scheletri armati. Senza alcun aiuto a parte alcuni strumenti improvvisati e i saggi consigli di un amico improbabile: una mucca. In questo mondo non sempre le regole hanno un senso, ma il coraggio e la fantasia la fanno da padroni. Ci sono foreste da esplorare, tunnel sotterranei da saccheggiare e masse di non morti da sconfiggere. Solo allora il segreto dell’isola potrà essere rivelato.

Poco fa vi ho parlato di programmi andati in fumo, di tasselli che si spostano. E cosa avranno mai a che fare con questo romanzo?

Moltissimo!

Come avrete intuito dalla cover, il romanzo è strettamente legato al videogioco che ha spopolato sul web. Ammetto di non averci mai giocato, e se anche voi come me non siete molto informati a riguardo, vi invito a guardare questo trailer 😉

https://www.youtube.com/watch?v=yne-sqsmJGE&

Che dite?

Sì è vero, la grafica ha uno stile tutto suo… un po’ vintage, mettiamola così, ma chi non vorrebbe cimentarsi nella costruzione di tutto ciò che vuole?

Un’intera isola a disposizione per creare un regno!

Non mi risulta difficile immaginare che molti ci abbiano investito ore del proprio tempo.

Ma torniamo al romanzo.

Il caro Max Brooks ci porta dentro il gioco, dritti nella mente del personaggio principale. E fidatevi di me se vi dico che pagina dopo pagina vi affezionerete sempre di più a questo omino spigoloso.

Vi risveglierete insieme a lui su quest’isola e lo accompagnerete alla scoperta delle regole contorte che vigono in questo strano mondo.

Una sorta di Cast Away in versione videogame che vi farà scervellare per capire come fare, cosa fare e dove farlo. Ma attenzione! Perché in questo diario di gioco che è la vita del nostro personaggio, non mancano insegnamenti preziosi.

Ed è proprio per questo motivo che ne consiglio la lettura, non solo a noi grandi, ma soprattutto ai ragazzi.

Leggendo questo libro ho iniziato a pensare che il detto “sbagliando si impara” fosse stato scritto proprio da lui.

Quindi, se io avessi come amica una mucca (quando leggerete il libro capirete di cosa parlo), in questo momento mi starebbe dicendo: “Muu!” e io le starei rispondendo: “Hai ragione. Il programma di oggi è saltato, ma io sono ancora tutta intera, ho del cibo, e posso sempre modificare i miei piani. E come dice la Via del Cubo… oggi è il turno della P di Pazienza!”

Amici Lettori, per me è stata una piacevole lettura e sono certa che i vostri figli (e anche voi) sarebbero felici di trovare questo libro sotto l’albero a Natale 😉

E qui potrete trovare info sul secondo volume della serie 😉

Alla prossima!

Bye Bye

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