Kyashan – La Rinascita: un remake in live action.

Trama: “Sebbene la guerra per la conquista dell’Eurasia sia terminata, gruppi di ribelli ancora imperversano nei paesi fuori dalla capitale e per questo la pace tanto agognata non è stata ancora stabilita. Quando Tetsuya parte per il fronte lascia la sua amata Luna e una madre quasi completamente cieca. Il padre, un importante scienziato, è riuscito però ad ottenere una coltivazione di cellule in grado di rigenerare i tessuti e per questo curare ogni tipo di malattia…” (Wikipedia)

Il racconto si discosta molto dal plot originale, concedendosi solo alcuni punti di contatto con il superbo anime del 1974. Molto probabile che gli appassionati del ragazzo fattosi androide per salvare il mondo, potranno avere le loro giuste delusioni.

Rece: Kyashan – La Rinascita è un film che va scusato molto per poterlo apprezzare fino in fondo. Bisogna scusarlo per le sue lungaggini, le sue incoerenze e i suoi dialoghi, molto basici e a volte carichi di un pathos eccessivo. Sgombrato il campo dalle molte imperfezioni, la pellicola si fa spesso travolgente grazie a un impressionante impatto visivo. La scelta del live action è oltremodo azzeccata e permette al regista di trasformare le proprie visioni in una sorta di realtà aumentata dal fortissimo sapore steam punk ( impossibile non pensare a Sky Captain and the world of tomorrow). Almeno nelle tematiche il film rimane ancorato alla serie originale: si parla di guerra per soffiare sul fuoco dell’antimilitarismo, si parla di amore per declinarlo in tutte le sue sfaccettature, si parla di una nuova stirpe di esseri viventi per mostrare la brutalità del razzismo. Purtroppo, la pellicola non riesce a trovare un equilibrio sull’imponente portato emotivo: molte scene, dilatate fino all’inverosimile, dilatano anche l’attenzione dello spettatore e inficiano la credibilità stessa della scena. Bisogna ancorarsi alla convinzione che trattasi comunque di un cartone animato, immergersi in questa visuale e non prendere mai fiato: ecco la chiave giusta per la visione. Certo, Kyashsan – La rinascita offre molto, ma è dannatamente poco bilanciato e ne paga le conseguenze e, quel “molto” , si trasfoma inevitabilmente in “troppo”. Alternando picchi estetici elevatissimi, a cadute rovinose in dirupi narrativi, il film disorienta alquanto. Alla fine, però, con molta fatica, quella fatica catartica tipica dello stile di vita nipponico, lo salviamo.

Credits: titolo originale: キャシャーン Casshern; anno: 2004; durata: 141 minuti; regia, soggetto, sceneggiatura, fotografia e montaggio: Kazuaki Kiriya

Riccardo

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