recensione junk head

“Junk Head”: La visionaria animazione in stop-motion di T. Hori

Buongiornissimo bunkeriani!

Oggi vi proponiamo una bella cine-recensione del film: “Junk Head”. Di cosa si tratta?.

Un film d’animazione a passo uno creato da una persona sola e autodidatta. Fantascienza? Se il film in questione è “Junk Head” la risposta è un ironico sì, dato che durante la visione siamo decisamente catapultati in un incredibile mondo del futuro. Ma anche un molto serio no, visto che dietro tutta questa meraviglia non c’è un vero e proprio team di tecnici ma la pervicacia di un unico uomo, l’inarrestabile Takahide Hori che ha lavorato alla pellicola per ben sette anni, partendo da un corto (Junk Head 1) fino ad arrivare al lungometraggio. Aggiudicatosi il Premio MYmovies al Trieste Science+Fiction Festival 2021, Junk Head è un gioiellino da non perdere.

TRAMA:

In un lontano futuro l’umanità ha manipolato la genetica fino a trovare la ricetta per la vita eterna, perdendo però la capacità di riprodursi. Quasi a voler compensare questo lieve difetto congenito viene creato un mondo sotterraneo popolato da cloni capaci di generare, i Marigani. Ma presto questa realtà ipogea si rivolta contro la superficie (ben 1600 anni prima dell’inizio della nostra storia) dando vita a una società parallela e a una serie di mostruosità inenarrabili, serrate nelle profondità della terra. Tutto procede comunque bene fino al momento in cui nel mondo di sopra inizia a diffondersi un virus letale che non lascia scampo ai longevi uomini della superficie. È qui che il nostro eroe, Parton, decide di immergersi nel mondo del sottosuolo per trovare il fantomatico gene riproduttivo che solo potrà salvare l’umanità… Sarà l’inizio di una assurda odissea, durante la quale lo spettatore sprofonderà insieme al protagonista in una serie di interminabili livelli claustrofobici stile Blame! alle prese con mostri e personaggi grotteschi e indimenticabili (oh no, Alexander!).

Credits: Yamiken

RECENSIONE:

Ironico, con pochissimi dialoghi e molta estrosa fantasia “Junk Head “è un film sorprendente. La quest impossibile di Parton diventa un pretesto per conoscere il mondo assurdo dei Marigani. Accanto a personaggi così ben caratterizzati la trama appare molto semplice e lineare, ma non è certo priva di sorprese e mantiene una sua intima coerenza: (quasi) tutto torna verso la fine. Il tema “filosofico” della longevità rimane sullo sfondo ma da bravi spettatori non lo rimpiangiamo granché e ci divertiamo come pazzi di fronte alle imprese e alle disavventure di Parton e dei suoi nuovi imprevedibili amici. Molto efficace l’idea di immaginare involucri dalla forma umanoide con i quali gli uomini si mascherano. Grazie a questo escamotage non vediamo quasi mai il vero volto di Parton, ma molto più spesso i suoi (numerosi) rivestimenti meccanici. Dopo aver riconosciuto tutti questi meriti giustifichiamo il regista Takahide Hori per non aver dato un vero finale al film. Aspetteremo con fiducia un sequel, anche se ci volessero altri sette anni per produrlo.

Ki Ba

Credits: Titolo originale: Junk Head. Paese di produzione: Giappone. Durata: 101 minuti. Anno: 2021. Regia: Takahide Hori.

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