recensione blue

Recensione: Blu(e) di Ivan Belloni

Bentrovati distopici!!! Oggi vi propongo la recensione di un romanzo che, di distopico, non ha niente! (ah, ah, ah sono le mie risate di sottofondo che, vi dovreste immaginare durante la lettura di questo articolo) Infatti ve la propongo nel nostro spazio dedicato alle altre proposte di lettura interessanti oltre i nostri generi del cuore!. Di cosa sto parlando??? Ebbene di “Blu(e)” dell’ autore Ivan Belloni e pubblicato dalla casa editrice “Edizioni Italiane” che propone nel suo palinsesto editoriale titoli veramente interessanti e con la quale collaboriamo da pochissimo. La storia, infatti, ha le caratteristiche proprie del genere thriller, ma di quelli intensamente ricchi di particolari psicologici dalla trama, che vi lascio, ve ne renderete presto conto.

TRAMA

Alan è un ragazzo sulla trentina, introverso e insicuro, preda di mille paure che riesce a tenere a bada scandendo la sua vita tra ferrei riti quotidiani e manie di autocontrollo. Vive solo nel suo appartamento, che considera un reliquiario, in un quartiere semi-abbandonato destinato all’abbattimento. La sua militaresca quotidianità viene minata da un’improvvisa amnesia che gli fa dimenticare nove ore vissute in un venerdì come tanti. Inizia così la discesa in un incubo fatto di misteriose apparizioni e telefonate minatorie, che sembra finire quando conosce casualmente una misteriosa ragazza con la mania malsana per il colore blu elettrico. Alan subisce la sensuale ambiguità della giovane fino a diventarne ossessionato, arrivando quasi ad immedesimarsi con lei. Tra i due inizierà un rapporto enigmatico per loro molto eccitante. Quando tutto sembra proseguire per il meglio, la notizia di una ragazza scomparsa identica alla donna dei suoi sogni, ma molto meno eccentrica, porterà Alan a scoprire la verità.

RECENSIONE

Alan è un ragazzo un po’ particolare: vive da solo nel vecchio condominio dei genitori in periferia, dove, a causa dell’edilizia, la gente abbandona sempre di più le proprie abitazioni. Alan, si trova, così, a essere sempre più solo nel quartiere nel quale è cresciuto. Pieno di ossessioni e strane manie, vive ogni giorno in maniera sempre programmata sino a quando si rende conto di non ricordare nove ore della sua vita.

Da questo momento, il nostro protagonista, verrà risucchiato all’interno di una spirale di morte e terrore.

“E una cosa molto comune”. Commentò la ragazza con una velata tristezza. “Rendersi conto di cosa si aveva quando quella cosa non c’è più.”

Il romanzo mi è piaciuto veramente molto! L’adrenalina cresce in ogni pagina!. Lo scrittore con uno stile fluido ed una serie di entusiasmanti colpi di scena cattura il lettore completamente sino all’epilogo che ci stupisce!.

Ambientazioni da brivido coronate da personaggi conturbanti. Un buon libro che, nonostante la brevità non lascia nulla al caso trattando ogni dettaglio nei minimi particolari.

“Non dedico molto tempo al cibo, solo lo stretto necessario”

Veramente inquietante, sia il personaggio di Alan con tutti i suoi rituali che quello di Blu…spaventevole! Complimenti allo scrittore!.

A presto!

Valentina Meana

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