Recensione: Le portatrici di Jessica Schiefauer

Bentrovati carissimi e carissime readers! Come state?

Oggi ho il piacere di proporvi la mia recensione di un romanzo controverso. Oggi vi parlo de “Le portatrici” della scrittrice Jessica Schiefauer. Avevo grandi aspettative per questo libro che, purtroppo, non sono state soddisfatte. Attratta dalla copertina, decisamente accattivante e da un incipit impeccabile mi sono lasciata convincere, restando, una volta giunta all’epilogo, letteralmente a bocca aperta per il disappunto. Ma partiamo con ordine iniziando dalla trama.

TRAMA

Il contagio, così viene ricordata la pandemia, ha devastato il mondo per generazioni, e ha costretto la popolazione a separarsi secondo linee di genere: la società è riservata alle donne, note come portatrici, mentre gli uomini, i diffusori della malattia, sono tenuti in quarantene a prova di fuga. Se una portatrice entra in contatto fisico con un diffusore la malattia si sviluppa nei corpi di entrambi causando la morte della portatrice nel giro di 48 ore. Il diffusore va incontro alla stessa sorte, ma viene anche colto da un folle bisogno di fecondare più portatrici possibile prima di morire. Le portatrici apre una finestra su una società radicalmente diversa, dove i sistemi politici ed economici di oggi sono stati relegati al passato e sostituiti da una visione eco-femminista che a prima vista sembra più luminosa, più verde, più giusta. I cittadini del mondo possono stabilirsi dove vogliono. Mangiare carne è diventato impensabile e il dibattito politico ruota attorno al modo migliore per gestire le risorse limitate della Terra. Invece del lavoro, le portatrici effettuano un numero limitato di ore di servizio ogni settimana. E in cambio del contributo alla democrazia con il voto, ricevono un’unità abitativa e un buono vita. Eppure, le cose non sono come sembrano. In questo nuovo mondo coraggioso, le portatrici lottano ancora con i concetti umanissimi di amore, tolleranza e desiderio, paura, violenza e potere. “Le portatrici” è un’opera di narrativa fantascientifica femminista con storie di vita coinvolgenti, amore, desiderio o non desiderio di maternità, paura del diverso, trama ricca di suspense, con un finale pieno di speranza per l’intera umanità.

RECENSIONE

Cosa vi posso dire?

Riuscire a dare una valutazione a questo libro è veramente complesso!. Nell’insieme le tematiche trattate sono interessanti, quello che non mi è piaciuto è come l’autrice snoda le vicende. Lo stile è estremamente lento. La narrazione avviene in prima persona come in una specie di memoriale. La storia è, infatti, narrata da Nikki, la protagonista in una sorta di, come accennavo prima, raccolta dei suoi pensieri

Ci troviamo nel futuro, in una società completamente stravolta dal punto di vista governativo che naturale. Il mondo inquinato dallo sfruttamento selvaggio delle materie prima e distrutto dal consumismo e dall’inquinamento, invece di evolversi ha condotto l’uomo a vivere come nel passato, avendo maggior cura di esso e soprattutto della natura che lo circonda.

A questo panorama già di per se inquietante si aggiunge la distinzione e netta separazione tra donne e uomini, dove questi ultimi vengono brutalmente ghettizzati in quanto portatori di un pericoloso e mortale morbo. Questi dopo che il loro sperma viene adeguatamente ripulito dal virus svolgono un ruolo di cavie e fecondatori.

La società è gestita dalle donne che partoriscono esclusivamente bambine. In questo contesto in cui viene introdotto il lettore assistiamo alle vicende che coinvolgono Nikki, appunto e Simone, la sua compagna e protagoniste del romanzo.

Con questi presupposti, il libro, non è particolarmente originale. Tematiche come queste sono già state sviluppate da altri autori e autrici, quello che speravo facesse la differenza era la storia che poi, invece, mi è sembrata un po’ stentata e campata in aria senza un vero e proprio epilogo.

Personaggi e ambientazioni sono abbastanza ben sviluppate, ma a mio avviso, non sufficientemente.

Un romanzo che fa un po’ acqua da tutte le parti, che ho trovato lento e poco approfondito sotto tanti, troppi aspetti. Mi è piaciuto poco e niente purtroppo!.

A presto!

Valentina Meana

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