recensione business richard morgan

Recensione Business di Richard K Morgan

Un colpo di Stato in Cambogia, la lotta armata in Guatemala, un governo fragile in Mozambico. Per i manager della Shorn Associates le occasioni per concludere ottimi affari non mancano: una fazione ribelle vuole prendere il potere in uno Stato dilaniato dalla guerra civile? Due nazioni sono ai ferri corti e l’uso della violenza è inevitabile? Nessun problema, le banche d’investimento come la Shorn Associates sono pronte a finanziare la parte che, una volta al governo, accetterà di siglare accordi con loro. Naturalmente in un mercato globale la concorrenza è alta, anzi spietata. Ed è per questo che esistono uomini come Chris Faulkner, pronti a sfidarsi nelle strade di Londra per assicurare alla propria azienda l’appalto più vantaggioso.

RECENSIONE

Testo difficile da trovare, ma non impossibile. Pubblicato con il titolo originale Market Forces, a mio avvisto più d’impatto della versione italiana, Business è forse l’unico testo di distopia societaria di Richard K Morgan.

In un futuro non troppo lontano il mondo si regge a stento in piedi. Continue crisi finanziarie, la scomparsa delle risorse natarli e un crescente divario tra ricchezza e povertà, hanno mutato la società in qualcosa di ostile e alienante. Le istituzioni sono cadute, le agenzie governative sono al soldo del miglior offerente e le multinazionali decidono le sorti del pianeta. La maggior parte delle persone vivono nella miseria, in baraccopoli fatiscenti all’ombra dell’opulenza dei ricchissimi. Il guadagno è tutto e la spietatezza negli affari viene misurata con prove fisiche e tornei all’ultimo sangue per decidere chi tra migliaia di pretendenti merita un posto da manager.

In una Londra mezzo secolo nel futuro i diritti e l’assistenza sono scomparsi. La criminalità domina incontrastata. mentre una pseudo polizia investe il suo tempo a controllare le corse automobilistiche all’ultimo sangue in cui si sfidano i dipendenti delle multinazionali. Chris Faulkner, il protagonista della storia, è un privilegiato. Ha superato le selezioni, è stato assunto alla divisione Conflict Investments e ha davanti la possibilità di combattere per fare carriera attraverso una città barricata.

Più simile a una sceneggiatura che a un romanzo, “Business” è un testo che non mi ha convinto completamente. Con molta onestà l’autore cita tutti i romanzi e i film che lo hanno influenzato nella stesura del testo, gesto apprezzabile, e ben visibile durante la narrazione. In più di un’occasione ho avuto la sensazione di “rivedere” una scena di Mad Max o di rileggere stralci e rielaborazioni di “La globalizzazione e i suoi oppositori“. Nonostante l’ambientazione non sia delle più originali, è ben costruita e trasmette un’atmosfera che non lascia il lettore indifferente. Ciò che a mio avviso manca in questo testo sono i personaggi. Troppo piatti, prevedibili e eccessivi per essere anche solo “odiabili”.

Sulla trama possiamo soprassedere, in tutta la storia è la cosa meno interessante.

Insomma, se vi va di leggerlo, fatelo principalmente per l’ambientazione e per le sensazioni che il mondo creato di Morgan riesce a trasmettere.

A presto.

Delos

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