recensione tetsuo

Recensione Tetsuo, uno sconvolgente film cyberpunk

Vi è mai successo di perdere completamente l’orientamento guardando un film? Provate a sottoporre ai vostri occhi e alla vostra mente Tetsuo e capirete il senso di questa domanda.

TRAMA

Un feticista del metallo è solito inserire rottami metallici nel suo corpo. Quando viene investito da un’autovettura, una malattia sconosciuta colpisce il conducente del mezzo che lentamente trasforma quest’ultimo in un violento uomo di metallo.

COMMENTO

E’ molto probabile che durante la visione di Tetsuo prenda forma nella mente dello spettatore questa domanda: cosa sto vedendo?.  Il film è un caotico e visionario assemblaggio di ossessioni e sensazioni contrastanti: uno sguardo poco attento o troppo impressionabile, potrebbe far perdere il filo conduttore della pellicola, e sarebbe un peccato imperdonabile perché il tema di questa opera cinematografica è davvero affascinante. Cronenberg con Videodrome e Lynch con Eraserhead, evidentemente avevano fatto scuola anche in Giappone: Tetsuo si tuffa nelle spire allucinanti delle due pellicole sopracitate, si spinge nei loro fondali, ne raccoglie le idee più accattivanti e ne riemerge portando alla luce una pellicola dallo spiccato carattere cyberpunk. La contaminazione uomo-macchina è alla base di tutto: senza ombra di dubbio il nostro futuro sarà fatto di carne e metallo, da materia grigia corrotta da parti meccaniche. La sopraffazione da parte della macchina sull’uomo diventa sempre più preponderante ogni qualvolta l’umanità si lascia ammaliare dal progresso tecnologico: il genere umano aiutato, in ogni sua azione, da automi di vario genere veleggia verso l’alienazione. Arduo e complicato dare un senso logico alla trama e alla narrazione di Testuo, più semplice, invece, farsi trasportare dalle sue immagine montate come fossero delle tavole di un manga: i personaggi sembrano comportarsi come in un fumetto, assumendo espressioni e movimenti che sembrano riproporre i le pose degli eroi-antieroi dei disegni giapponesi. Un film dalla difficile fruizione ma incredibilmente espressivo e spiazzante, realizzato, con un budget ridottissimo, da un vero e proprio factotum della cinepresa: Shunya Tsukamoto. Regista, sceneggiatore, produttore e montatore del film. Tsukamoto nel 1992, con un budget più sostanzioso, ne ha tratto un remake a colori: Tetsuo II: Body Hammer, mentre nel 2009 ha girato un terzo capitolo: Tetsuo: The Bullet Man.

Crediti: paese di produzione: Giappone; anno di produzione: 1989; durata: 67 minuti; regia, soggetto, sceneggiatura e produzione: Shin’ya Tsukamoto.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: