France, Incorporated di Alain Corneau

Cari appassionati di cinema di altri tempi,

vi siete mai chiesti cosa accadrebbe se la droga venisse legalizzata? E non mi riferisco alla legalizzazione delle droghe leggere chiesta a gran voce dagli attivisti della Million Marijuana March e perfino da un insospettabile Roberto Saviano. Tutte, ma proprio tutte le sostanze stupefacenti. È l’ipotesi da cui parte il cult anni Settanta France. Société anonyme anche noto come France, Incorporated di Alain Corneau. Una pellicola visionaria con tanti elementi surreali e un pizzico di ironia.

TRAMA

2222. Il futuro. Una donna bellissima e completamente nuda risveglia dall’ibernazione il più grande boss dello spaccio di eroina del 1975 e gli chiede di raccontarle il mondo prima della legalizzazione delle droghe. In stato semi-catatonico l’uomo inizia a ricordare. La rabbia e l’anticonformismo giovanile da un lato. Le sparatorie tra le gang di spacciatori dall’altro. Finché l’arrivo di una giovane imprenditrice americana cambia tutto. “Perché non possiamo guadagnare dal divertimento?” La prospettiva si inverte, l’urgenza capitalista del guadagno fagocita l’etica e il perbenismo. Paradossalmente i tossici sono i primi a opporsi. La legalizzazione spunta le armi della loro protesta silenziosa. Il sistema ingloba e neutralizza gli strumenti dell’opposizione. Come sarà il mondo della droga legale?

RECENSIONE

Al giorno d’oggi è molto strano guardare un film dove si parli di eroina senza toni drammatici. France. Société anonyme, tutt’al contrario, è un film ironico, a tratti surreale ed enigmatico. Forse perché è stato girato nel 1973, prima che il boom del consumo di eroina bruciasse un’intera generazione negli anni Ottanta. O forse anche perché negli anni Settanta il consumo di droga era ancora un gesto di protesta, una presa di posizione politica. Come la marijuana o l’LSD a Woodstock. Mentre al giorno d’oggi appare al più come una ribellione individuale. Un urlo solitario contro il mondo (o contro sé stessi) che si esaurisce nello sballo di un sabato sera. In qualche modo il film parte da qui, la droga come gesto politico, per interrogarsi sull’annosa questione del perché proibire determinate sostanze e tollerare il consumo di altre, altrettanto dannose a livello psicofisico, come alcol e sigarette. Qual è il discrimine? Una questione morale e di tutela della salute del cittadino? O una scelta dei decisori politici legata alla mera convenienza? A tutela, quindi, non dell’ordine pubblico e del benessere dei singoli ma del monopolio di Stato? Il film di Alain Corneau tocca un tema delicato, per molti aspetti ancora tabù, come solo un vero film distopico sa fare. Senza giudizio e suggerendo tante domande. Mostrando i paradossi. Forse c’è un’anima reazionaria nella sua ironia. Il valore “politico” del consumo di droga, il suo aspetto eversivo e anticonformista, viene apertamente deriso. Ma trovo rivoluzionario il suo modo di affrontarlo, con toni leggeri e una regia assolutamente imprevedibile, a tratti un po’ folle.

Ki Ba

Disponibile su Netflix.

Credits: Titolo originale: France. Société anonyme. Paese di produzione: Francia. Durata: 98 minuti. Anno: 1974. Regia: Alain Corneau.

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