Recensione The Last of Us

“Ricordate: se vi perdete nel buio, cercate le Luci”

Pensavate di esservi liberati di me, vero?
Non vi bastavano i singoli post che creavo sulla pagina Facebook ad ogni puntata trasmessa settimanalmente, vero?

Lo immaginavo.
Ma non vi preoccupate, perché come ogni bravo supereroe che si rispetti, sono arrivato qui per voi che avete implorato affinché uscisse questa recensione.

Ricevevo messaggi continuamente. Roba tipo “TI PREGO! MI SERVE LA TUA RECENSIONE!“, oppure “LASCEREI LA MIA DOLCE METÀ PUR DI AVERE UNA RECENSIONE SCRITTA DA TE!“, così come “SE NON RECENSISCI TI CANCELLO!“.

Che posso dirvi. Sono attorniato dai fan.
Mettetevi in fila uno per uno per i vari autografi


Ok, ora che ho finito di fare l’idiota, in quanto nessuno mi cerca e nessuno desiderava questa recensione, ma io che sono malvagio inside ve la faccio lo stesso. E sì, credo che vi tocca sorbirvi un altro mega discorsone su quella serie stupenda che è stata “The Last of Us“.

Un prologo più lungo ma non noioso

La serie TV di “The Last of Us” inizia ben prima rispetto a quanto ci hanno già fatto vedere nel gioco creato da Neil Druckmann di NaughtyDog. Beh, per l’esattezza non in tempi così antecedenti. Semplicemente inizia la mattina del giorno in cui il disastro ha avuto inizio.

Ma procediamo con ordine.
Il tutto inizia con uno show televisivo in cui dei virologi stanno discutendo su come l’essere umano ha sempre vinto nel corso della sua esistenza ad ogni tipo di virus. Ci sono state sempre delle grosse perdite ma l’essere umano ce l’ha sempre fatta (e qui partono i ricordi del Vietnam di quanto successo neanche appena tre anni fa.)

Tuttavia uno dei virologi ammette che il pericolo principale per la nostra razza non proviene dai virus, ma da qualcosa che al momento potrebbe apparirci innocua: dai funghi. Esistono molteplici funghi parassiti che, fungendo da ospite, fanno del corpo dentro cui si trovano il proprio strumento.

Pedro Pascal ha dato prova della sua bravura nei panni di Joel

Basti pensare al Cordyceps che in natura infetta gli insetti, insinuandosi nel loro apparato nervoso e controllandoli come fossero delle marionette per poter poi espandere il contagio ad altre forme di vita. Se è vero che tale specie fungina non è un pericolo per l’uomo, è anche vero che con l’alzamento delle temperature del pianeta e i vari cambiamenti che il mondo sta subendo, una nuova specie di Cordyceps potrebbe adattarsi all’organismo umano.

E non esisterebbe alcuna cura a riguardo. Nessun antivirale o antimicotici. Non ne esistono e non sarebbe possibile realizzarne. Ecco, solo in quel caso, la razza umana sarebbe totalmente spacciata.

La scena si sposta poi nella casa di Joel Miller, il protagonista della serie, interpretato dal bravissimo e ormai prezzemoloso Pedro Pascal (andiamo, ormai lo imbucano praticamente ovunque e non ditemi di no). La figlia Sarah decide di fare un regalo di compleanno per suo padre sistemando il suo orologio da polso che stava fermo in un cassetto a prendere polvere.

Durante il corso della giornata, succedono cose che presagiscono ciò che sta per arrivare, un po’ come quando senti l’odore della tempesta prima che inizi effettivamente a piovere. Il peggio arriva infatti durante la notte, quando ormai buona parte della popolazione di Austin, in Texas, è già stata contagiata da un ceppo di Cordyceps che ha saputo adattarsi a sopravvivere nell’organismo di un essere umano.

20 anni dopo

Joel, in quella notte perde sua figlia e da quel momento la sua vita e il suo carattere cambia per sempre. Abbiamo un salto temporale lungo 20 anni, dove vediamo ciò che effettivamente è successo al mondo e alle persone rimaste che lo popolano.

Le maggiori città sono state messe in quarantena, i cui perimetri sono delle alte mura impenetrabili dagli infetti. Il tutto è gestito dall’associazione governativa FEDRA che tenta di mantenere l’ordine, ricorrendo il più delle volte alla violenza.

Si tratta di un mondo in cui non esiste più un’etica, dove uccidere chi ha commesso un crimine senza un minimo processo è quasi la normalità. Ed è proprio una di queste città, per l’esattezza Boston, che da il via alla serie di eventi che si propagheranno nel corso della serie.

Joel è diventato un contrabbandiere, e insieme alla sua socia/amica/amante Tess portano a termine svariati compiti, molti dei quali non proprio legali, pur di guadagnare qualche scheda razione in più. Al contempo da un’altra parte della città, una ragazzina di nome Ellie è tenuta sotto sorveglianza da un gruppo di ribelli (o terroristi agli occhi della FEDRA) denominato Luci.

Rivedere Anna Torv dopo anni è stato come rivedere una cara amica che non vedevi da tempo

Il caso vuole che le strade di Joel ed Ellie si incrocino, anche grazie a Marlene, il leader delle Luci di Boston, che da a Joel l’incarico più importante della sua vita: portare Ellie all’esterno della zona di quarantena per accompagnarla all’ambasciata della città, dove un altro gruppo di Luci li sta aspettando per portare Ellie lontano da lì.

Joel accetta controvoglia, chiedendosi cosa abbia di così importante quella ragazzina, fin quando non scopre la verità: Ellie è immune all’infezione di Cordyceps e quindi le Luci stanno tentando di trovare una cura grazie a lei. Le cose però vanno male e una volta arrivati all’ambasciata, non c’è nessuno ad aspettarli.

Inizia quindi questo lungo viaggio dei due che percorreranno molteplici stati del Nord America, in un mondo dove gli infetti non sono affatto il pericolo peggiore. Il genere umano, andando allo sbaraglio, è diventato più che selvaggio ed è quello ciò che terrorizza, molto più del Cordyceps.

Una copia carbone

Chi non ha mai giocato l’omonimo videogioco troverà in “The Last of Us” una serie TV post apocalittica, magari a tratti anche noiosa, ma di certo per niente banale. Certo, di serie in cui la razza umana si è ritrovata a dover lottare contro l’ennesima epidemia che trasforma le persone in zombie, ce ne sono a bizzeffe. La più famosa è proprio “The Walking Dead“.

Ma la meraviglia di questa serie la riesce a scorgere, principalmente, chi ha giocato il titolo uscito nel 2013 per PlayStation 3.
Siamo sempre stati abituati a storcere il naso quando si parla di adattamenti per il grande e il piccolo schermo di titoli che nascono come videogames, in quanto, in molti casi, del titolo originale hanno solo… il titolo, per l’appunto.

Per il resto gli sceneggiatori si possono prendere il lusso di stravolgere ogni cosa, per poi pararsi il fondoschiena con una semplice scritta ad inizio o fine pellicola: “TRATTO dal videogioco“.
Ebbene, sappiate che quando qualcosa è “tratta da un videogioco”, con una probabilità che varia dal 95% e il 99,9% si tratterà di una vera e propria porcata.

Inutile ricordarvi i casi come “Super Mario” (non l’ultimo uscito che invece è una meraviglia) del 1993 che purtroppo il mio cervello non ha intenzione di cancellare. Vogliamo ricordarci di film come “Street Fighter” o i più recenti “Resident Evil” o ancora “Assassin’s Creed“?

Bella Ramsay non sarà simile fisicamente alla Ellie del videogioco, ma è lei a livello recitativo

Negli anni i titoli quasi riusciti possiamo contarli sulle dita di una mano. Prendete i “Tomb Raider” (i primi due film, quelli con Angelina Jolie) che rispecchiano le tematiche del gioco, senza stravolgere il personaggio ma prendendosi libertà sulle storie o anche sul passato della protagonista. Il recentissimo “Uncharted” è un altro caso che si avvicina alla controparte videoludica, seppur con un Tom Holland più giovane rispetto al noto Nathan Drake che nel gioco appare come un uomo più maturo. Uno dei film, invece, che ha azzeccato in pieno il senso di trasposizione è stato “Silent Hill” (vi sfido a dire il contrario).

Ma perché questa premessa?
Semplicemente per dirvi che “The Last of Us” è stato creato utilizzando la carta carbone. Le scene che si vedono, episodio dopo episodio, ad eccezione di qualche piccola libertà creativa (come successo nell’episodio 3) o di spiegazioni in più che non ci sono state fornite nel videogioco, sono IDENTICHE a quelle della controparte videoludica.

E non c’è assolutamente nulla di più bello del vedere qualcosa riprodotta fedelmente, dopo anni di delusioni una dopo l’altra.
Per un videogiocatore e per un amante di “The Last of Us“, la serie è una vera e propria panacea che ti fa dire che se davvero si ci mettono d’impegno allora qualcosa di bello e decente i creatori dei media cinematografici riescono a farla.

Squadra che vince, non si cambia

Tutto ciò è stato possibile in primis per la presenza del creatore del gioco, Neil Druckmann, tra le fila dei produttori della serie stessa. Quindi, era quasi impossibile che tutta la storia venisse snaturata in sua presenza. Inoltre il creatore della colonna sonora del gioco, Gustavo Santaolalla, è stato chiamato per curare la colonna sonora anche della serie, che mantiene i temi originali e nuovi utilizzando il medesimo stile che ha contraddistinto la soundtrack del gioco.

Parliamo del cast: è davvero di qualità.
Il ruolo del protagonista, come detto prima, è stato dato a Pedro Pascal (già noto per altre sue performance attoriali), ma ciò che ha stupito maggiormente è stata la scelta di prendere Bella Ramsay come colei che avrebbe interpretato Ellie.

Sì perché, se magari con Pascal ci si poteva trovare una qualche somiglianza con il Joel dei videogiochi, Bella Ramsay con la Ellie dei videogiochi non ci azzecca una vera e propria mazza (visivamente parlando). In tanti si sono lamentati proprio del fatto che non abbiano scelto qualcuno di più simile per la piccola protagonista femminile (ed io ero e continuo a dire che sono uno dei tanti).

Nella serie TV sarà presente anche la storia raccontata nel DLC del videogioco: “Left Behind”

Tuttavia a dispetto dell’aspetto esteriore, la Ramsay si è dimostrata di essere una magnifica Ellie. La bravura recitativa della diciannovenne è stata magistrale e proprio nella prima scena avevo già dimenticato che l’aspetto esteriore non fosse per niente simile alla Ellie che noi videogiocatori conoscevamo. Sì perché è riuscita, a detta del sottoscritto, a far prevalere la vera Ellie con la recitazione anziché con l’aspetto. Insomma se chiudessimo gli occhi e sentissimo le sue battute, diremmo senza ombra di dubbio “Ecco, lei è Ellie!

Oltre i due protagonisti, la serie di “The Last of Us” ha un cast incredibile. Partendo dalla bravissima Anna Torv (principalmente conosciuta per il ruolo di Olivia Dunham in “Fringe“) nei panni di Tess, Gabriel Luna (ehi, qualcuno ha detto Ghost Rider in “Agents of SHIELD“?) che interpreta Tommy, Nick Offerman e Murray Bartlett che sono rispettivamente Bill e Frank. Ma sorpresa delle sorprese: al cast si sono aggiunti anche coloro che facevano parte del cast del videogioco.

Ed è così che Merle Dandrige ha ripreso il suo ruolo di Marlene, il capo delle Luci di Boston, anche nella serie targata HBO. Situazione un po’ differente per Troy Backer, Ashley Johnson e Jeffrey Pierce (che nel gioco altro non erano che Joel, Ellie e Tommy), che nella serie interpretano ruoli differenti, ma è sempre una sorpresa e un piacere vederli tutti insieme ancora una volta in un progetto simile.

Costi e futuro

Sapere quanto è costato ogni singolo episodio di “The Last of Us“?
Vi rispondo subito: parecchio!
E per parecchio, intendo che ogni episodio aveva un budget di 10 milioni di dollari.

Se contiamo che la serie è composta da nove episodi, e se la matematica non è un’opinione, il costo complessivo della serie si aggira sui 90 milioni di dollari.
The Last of Us” si è andata ad aggiungere quindi alla classifica delle serie TV più costose di sempre, come Game of Thrones, Friends, The Pacific e The Crown, senza dimenticarci di citare la serie Amazon Gli anelli del potere” che ha raggiunto la cifra record di 465 milioni di dollari solo per la prima stagione.

Un budget niente male che però non ha spaventato Sony Pictures e PlayStation Productions, la divisione di Sony dedita a riproporre i famosi titoli videoludici per grande e piccolo schermo.

Un’immagine, postata da Druckmann, che anticipa la stagione due. Chi ha giocato “The Last of Us Parte 2” sa già di chi è quel braccio… e lo vedete anche voi quel lupo nello sfondo, no?

E quindi? Ci sarà un seguito?

Che domande!
Neil Druckmann e Craig Mazin hanno già annunciato che una seconda stagione arriverà di certo e con molta probabilità seguirà le vicende avvenute nel secondo capitolo della saga videoludica. E qui arrivano i primi problemi, perché per riproporre con la medesima fedeltà della prima stagione, ciò che avviene in “The Last of Us Parte 2” servirà più di una sola stagione. Ed è per questo che con molta probabilità ci sarà anche una terza stagione.

Non sappiamo quando uscirà, tantomeno se sarà bella tanto quanto la prima, ma io sono quasi sicuro che non rimarremo delusi!

Ovviamente, come al solito, vi invito a farci una bella chiacchierata su questa magnifica serie, se vorrete.

Alla prossima recensione!

Ron

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