SCHIAVI DEGLI INVISIBILI

di E. F. Frank Russell
21 Febbraio 2022

Noi esistiamo come produttori di energia, che la natura ha messo a loro disposizione per saziarli. Perciò ci allevano, ci incitano a riprodurci. Ci sorvegliano, ci pilotano, ci mungono, ingrassando grazie alle correnti generate dalle nostre emozioni, esattamente come noi ingrassiamo grazie al latte fornito involontariamente dalle mucche cui diamo alimenti che contengono stimolanti per la lattazione. Mostratemi un uomo estremamente emotivo la cui vita è stata lunga e sana e mi mostrerete la mucca da concorso, la vincitrice della medaglia!
L’energia nervosa prodotta dall’atto di pensare e la reazione alle emozioni hanno natura elettrica, ed è questa produzione, che nutre i nostri invisibili padroni. Loro possono incrementare il raccolto quando vogliono, stimolando rivalità, gelosie, odio e suscitando emozioni. Cristiani contro mussulmani, bianchi contro neri, comunisti contro cattolici: tutto è farina per il loro mulino, tutto nutre le loro inimmaginabili viscere. Come noi coltiviamo il nostro cibo, Essi coltivano il loro. Come noi ariamo i campi e seminiamo e mietiamo, così loro arano e seminano e mietono l’umanità. Siamo un suolo di carne, arato dalle circostanze imposte da loro, seminato di idee controverse, concimato da dicerie, menzogne e falsità, innaffiato da sospetti e gelosie, e tutto questo affinché possiamo produrre una ricca messe di energia emotiva, che viene mietuta con la falce dell’angoscia.
Noi mangiamo, ma non ci aggiriamo a caso alla ricerca di patate selvatiche. Le coltiviamo, e coltivandole le miglioriamo secondo i nostri criteri. Allo stesso modo, i nostri tuberi emotivi non bastano a riempire i ventri dei nostri padroni: devono essere coltivati, stimolati, selezionati, secondo le idee di coloro che provvedono furtivamente a tali colture. Questa è la sola ragione per cui gli esseri umani non sanno mandare avanti il mondo in modo degno della loro intelligenza. È per questa ragione che ancora oggi, mentre potremmo costruire cose splendide, viviamo tra i monumenti miserabili della nostra potenza distruttiva, e non sappiamo creare la pace, la sicurezza, la tranquillità. È per questo che facciamo progressi nella scienza e in tutte le arti suscitatrici di emozioni ma non nella sociologia, che è sempre stata ingarbugliata e impotente fin dall’inizio.
Se vi mostrassi una microfotografia dell’orlo di una comunissima sega, i suoi vertici e le sue valli sarebbero un grafico perfetto delle ondate emotive che hanno sconvolto questo mondo con atroce regolarità. L’emozione… la messe! L’isterismo… il frutto! Voci di guerra, preparativi di guerra, accuse e controaccuse di preparare la guerra, le guerre vere e proprie, sanguinose e feroci; le rinascite religiose, i disordini religiosi; le crisi economiche; i conflitti del lavoro; le rivalità razziali; le dimostrazioni ideologiche; la propaganda speciosa; gli omicidi, i massacri, i cosiddetti disastri naturali, le stragi in tutte le forme capaci di suscitare emozione; rivoluzioni e ancora guerre.
Nonostante il fatto che la stragrande maggioranza degli uomini normali di ogni colore e di ogni ideologia aspirano alla pace e alla sicurezza, più che a ogni altra cosa, questo mondo popolato da gente altrimenti razionale e sensata non può soddisfare tale esigenza. Non può soddisfarla! La pace, la pace vera, è un periodo di carestia per i nostri superiori. Occorre che ci siano emozioni, energia nervosa: grandi, sterminate messi di estensione mondiale, create in un modo o nell’altro, con qualsiasi mezzo.
Quando vediamo il mondo straziato dal sospetto e da idee in conflitto, barcollante sotto il peso dei preparativi bellici, possiamo avere la certezza che si avvicina il tempo del raccolto. Un raccolto per altri!

di E. F. Frank Russell
21 Febbraio 2022

Noi esistiamo come produttori di energia, che la natura ha messo a loro disposizione per saziarli. Perciò ci allevano, ci incitano a riprodurci. Ci sorvegliano, ci pilotano, ci mungono, ingrassando grazie alle correnti generate dalle nostre emozioni, esattamente come noi ingrassiamo grazie al latte fornito involontariamente dalle mucche cui diamo alimenti che contengono stimolanti per la lattazione. Mostratemi un uomo estremamente emotivo la cui vita è stata lunga e sana e mi mostrerete la mucca da concorso, la vincitrice della medaglia!
L’energia nervosa prodotta dall’atto di pensare e la reazione alle emozioni hanno natura elettrica, ed è questa produzione, che nutre i nostri invisibili padroni. Loro possono incrementare il raccolto quando vogliono, stimolando rivalità, gelosie, odio e suscitando emozioni. Cristiani contro mussulmani, bianchi contro neri, comunisti contro cattolici: tutto è farina per il loro mulino, tutto nutre le loro inimmaginabili viscere. Come noi coltiviamo il nostro cibo, Essi coltivano il loro. Come noi ariamo i campi e seminiamo e mietiamo, così loro arano e seminano e mietono l’umanità. Siamo un suolo di carne, arato dalle circostanze imposte da loro, seminato di idee controverse, concimato da dicerie, menzogne e falsità, innaffiato da sospetti e gelosie, e tutto questo affinché possiamo produrre una ricca messe di energia emotiva, che viene mietuta con la falce dell’angoscia.
Noi mangiamo, ma non ci aggiriamo a caso alla ricerca di patate selvatiche. Le coltiviamo, e coltivandole le miglioriamo secondo i nostri criteri. Allo stesso modo, i nostri tuberi emotivi non bastano a riempire i ventri dei nostri padroni: devono essere coltivati, stimolati, selezionati, secondo le idee di coloro che provvedono furtivamente a tali colture. Questa è la sola ragione per cui gli esseri umani non sanno mandare avanti il mondo in modo degno della loro intelligenza. È per questa ragione che ancora oggi, mentre potremmo costruire cose splendide, viviamo tra i monumenti miserabili della nostra potenza distruttiva, e non sappiamo creare la pace, la sicurezza, la tranquillità. È per questo che facciamo progressi nella scienza e in tutte le arti suscitatrici di emozioni ma non nella sociologia, che è sempre stata ingarbugliata e impotente fin dall’inizio.
Se vi mostrassi una microfotografia dell’orlo di una comunissima sega, i suoi vertici e le sue valli sarebbero un grafico perfetto delle ondate emotive che hanno sconvolto questo mondo con atroce regolarità. L’emozione… la messe! L’isterismo… il frutto! Voci di guerra, preparativi di guerra, accuse e controaccuse di preparare la guerra, le guerre vere e proprie, sanguinose e feroci; le rinascite religiose, i disordini religiosi; le crisi economiche; i conflitti del lavoro; le rivalità razziali; le dimostrazioni ideologiche; la propaganda speciosa; gli omicidi, i massacri, i cosiddetti disastri naturali, le stragi in tutte le forme capaci di suscitare emozione; rivoluzioni e ancora guerre.
Nonostante il fatto che la stragrande maggioranza degli uomini normali di ogni colore e di ogni ideologia aspirano alla pace e alla sicurezza, più che a ogni altra cosa, questo mondo popolato da gente altrimenti razionale e sensata non può soddisfare tale esigenza. Non può soddisfarla! La pace, la pace vera, è un periodo di carestia per i nostri superiori. Occorre che ci siano emozioni, energia nervosa: grandi, sterminate messi di estensione mondiale, create in un modo o nell’altro, con qualsiasi mezzo.
Quando vediamo il mondo straziato dal sospetto e da idee in conflitto, barcollante sotto il peso dei preparativi bellici, possiamo avere la certezza che si avvicina il tempo del raccolto. Un raccolto per altri!

Anno di uscita

2022