Recensione: “Il Guardiano di Ys” di Sara Simoni.

Trama

Morrigan ha pagato un prezzo altissimo per riscattare la propria eredità e risvegliare il legittimo re di YS dal lungo sonno che lo imprigiona. Adesso deve agire in fretta per evitare di perdere tutto quello che le resta. Attraverso una terra devastata dalla follia umana, la giovane Draoidh e i suoi compagni cercano un modo per tornare nell’incantata YS e porre rimedio ai Torti del passato. Anche a costo di ricorrere a imprevedibili alleati. Sulle loro tracce c’è il principe Cormac Ruaidhri, l’uomo cui appartiene il cuore di Morrigan, trasfigurato da un’orrenda maledizione e costretto a dare la caccia proprio a colei che ha amato al punto di sacrificare tutto. Vittima di una volontà antica di millenni, Cormac è pronto a ogni spietatezza pur di ottenere il tributo di sangue che spetta alla sua nuova signora. Ma Morrigan non ha mai dimenticato il suo principe. Combattuta tra attaccamento e dovere, rischia di mettere in pericolo la propria vita e la sicurezza del regno sotto i mari…

Recensione

Sara Simoni, ne “Il Guardiano di Ys” sceglie di offrire una visuale differente della realtà. Ci troviamo nel mondo di sopra, la nostra Terra massacrata dalla guerra, il luogo lontano da Ys che Morrigan vuole abbandonare al più presto, ma non le sarà possibile farlo, perché Legione e Dahut continuano a giocarle contro tutte le loro carte.

In questo secondo libro abbiamo a che fare con una Mor diversa. Combattuta e confusa. Forse più reale rispetto al primo, dove cercava di mostrare soprattutto la scorza dura che si era dovuta costruire nel tempo. Cosa resta della sua amicizia con Enid? Quanto resisterà Cormac sotto l’influsso della maledizione? Come potrà costruire un vero legame tra lei e uno spirito antico reso pazzo dal dolore? E quante colpe potranno sostenere le sue spalle, perché le sembra impossibile poter scegliere la strada da percorrere? Tutto questo diventa il pesante fardello col quale la nostra protagonista dai capelli bianchi si trova a convivere ogni minuto, senza tralasciare il motivo principale per cui ha scelto di rischiare qualsiasi cosa: cambiare le regole di Ys.

Ma per riuscire a farlo, salvando la sua famiglia e il suo cuore, deve riuscire a far ritorno nella sua città sotto al mare, e ci sono nuovi personaggi pronti ad aiutarla appena comprese le intenzioni. Capiremo cosa possono fare i Draoidh faidh e gli intinne, diversi da Mor, chiamata sempre più spesso anama. Anama come Dahut, che a sua volta conosciamo di più, nella sua brama di vittoria e d’amore, nella follia distruttiva che le ha provocato l’attesa.

Anche stavolta la Simoni mi ha colpita per l’assoluta scorrevolezza della sua scrittura. Persino le parti ricche di dettagli non mi hanno fatta annoiare, e vi assicuro che io sono una dalla noia facile. Sara ha uno stile preciso, particolareggiato, che non lascia nulla al caso. Avrei preferito conoscere meglio qualche personaggio? Forse sì, ma al termine del libro non ne ho sentito troppo la mancanza.

Nel “Guardiano” ci troviamo davanti a un’enorme mole di magia costantemente spiegata e utilizzata, e si rischia di perdere il punto di questo libro, quello che a mio avviso rende la storia incasellabile in più generi (fantasy, assolutamente young adults, distopico): la rivolta. Perché, in conclusione, è questa la ragione che ha dato il via al viaggio di Morrigan, poi degenerato in qualcosa di terribile e complicato oltre ogni aspettativa; è stato il bisogno di lottare per un mondo migliore dove vivere insieme alle persone che ama.

E, in fondo, seppure senza magia, quel bisogno lo sentiamo anche noi.

Michela Monti

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