Recensione: “Corpi Ospiti” di Tendai Huchu.

Trama

Cosa fareste se vi offrissero la possibilità di entrare nel corpo di qualcun altro? Spiereste? Rubereste? Sedurreste? Oppure vorreste soltanto vivere più a lungo? È quello che succede nel racconto “Corpi ospiti” di Tendai Huchu, ambientato in uno Zimbabwe futuro dove una tecnologia consente lo scambio “mente-corpo” tra cliente e ospite. Ma quando il cliente è un anziano molto facoltoso e l’ospite un ragazzo costretto ad affittare il proprio corpo per pagare le cure mediche del fratello, ecco che il lato oscuro di questa innovazione emerge in tutto il suo potenziale dirompente. Il secondo racconto proposto insieme a Corpi Ospiti è “Leggere le nuvole”, una formidabile riscrittura dei miti biblici in chiave futura. Se la nostra genesi, l’intera mitologia religiosa e addirittura la realtà stessa in cui viviamo non fossero altro che immense simulazioni dentro altre simulazioni, prodigiose scatole cinesi virtuali create da esseri talmente evoluti che, dall’alto della loro potenza tecnologica, si divertono a guardare le civiltà nascere, crescere e morire?

Recensione

Ultimamente sta prendendo piede – e MENO MALE! oserei dire – un diffuso interesse nei confronti di scrittori\scrittrici africani che stanno riuscendo a ritagliarsi un loro spazio all’interno del vastissimo panorama letterario contemporaneo.
Tendai Huchu sceglie di farci conoscere uno scorcio di questa cultura continentale in una chiave totalmente nuova, le due storie sono diversissime tra loro ma entrambe sapranno intrattenervi e darvi da pensare. Volendo si può affermare che il punto di contatto sia l’intento di suscitare considerazioni di stampo socio-culturale.

Corpi Ospiti di Tendai Huchu, edito Future Fiction, contiene due racconti lunghi; il primo che dà il titolo alla raccolta, dal taglio caustico e cinico, nel quale l’autore riesce a costruire il dramma etico di un giovane ragazzo che si presta a diventare una sorta di “guscio vuoto” atto ad accogliere anime altrui all’interno del proprio corpo dietro compenso. Perché questa consapevole mercificazione? I motivi dietro a un gesto del genere sono nobili: fuggire la povertà e sgravare la sua famiglia dal fardello di provvedere alle costose cure mediche del fratello. Eppure in questa storia il concetto di umanità si confà a diverse interpretazioni… Un racconto avvincente sì, ma non privo di difetti perché se nelle prime pagine si resta affascinati dalla situazione iniziale poi la brusca accelerazione degli eventi diventa un’arma a doppio taglio, ne trae giovamento la scorrevolezza, ma al contempo ne va a discapito quel necessario approfondimento su worldbuilding e psicologia dei personaggi che, invece, resta relegato ai margini e sarebbe servito a mantenere il livello di gradimento e attenzione più alto.
Il secondo racconto è quello che ho preferito e s’intitola “Leggere le nuvole” coniuga un mondo irrequieto e spaccato in due, umani da un lato e IA dall’altro, distanti tra loro ma dove l’assetto sociale e politico è in precario equilibrio. Non c’è un luogo né un tempo preciso ma fin da subito l’autore ci prepara ad affrontare quello che potremmo definire un intimo scontro di civiltà. A differenza della prima storia, in questa emerge una forte impostazione ancestrale che strizza volutamente l’occhio alla religione muovendosi con destrezza su concetti insidiosi come un giro all’interno di un campo minato quali il senso di giustizia, libero arbitrio e il labile confine tra schiavo e padrone. Consegnando al lettore una storia per certi versi tragica ma comunque in grado di sollevare riflessioni di una certa rilevanza, ripercorrendo il tempo e lo spazio e trovando il suo culmine in un finale di grande intensità e – a modo suo – suggestivo.
Fonti attendibili mi dicono che sarà possibile trovare il racconto Corpi Ospiti nell’antologia Futuri uniti d’Africa, primissima antologia di Science Fiction africana, che uscirà a maggio sempre per la casa editrice Future Fiction.

Elisa R

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