Recensione: Resident Evil 3 Remake della Capcom

Avete presente quando attendente con ansia qualcosa, siete in hype e state fantasticando su come e quanto bello sarà avere quella cosa?
Ecco, come vi sentite quando, una volta entrati in possesso dell’oggetto desiderato scoprite che non funziona?

“Ogni cosa ha il suo prezzo.
Perfino ridurre il mondo in cenere.”

Nikolai

Questo mi è successo con Resident Evil 3 Remake.
E non perché fosse brutto, ma perché ho provato a scaricarlo su Steam e… Non funzionava!!!.
Non partiva, nada!!!. E così mi sono dovuta accontentare di guardare dei gameplay.
Santa miseria i gameplay: gente che non usava le armi, si faceva mordere da ogni tipo di zombie, non apriva le casse e non risolveva nemmeno quei pochi puzzle che c’erano.
È stata un’esperienza frustrante sia trovare un gameplay senza commento decente che cercare di far partire il gioco.
Dunque iniziamo la recensione con una dedica.

A Steam e a tutte le persone che vogliono pubblicare su Youtube le loro run di qualsiasi gioco:
SE DOVETE FARE UNA COSA, FATELA BENE!
Con amore, Zanna.

Tralasciando il siparietto melodrammatico e comico, ecco a voi Resident Evil 3 REMAKE!

Ricordo il gioco originale per una cosa in particolare: uno dei primi meme di YouTube Italia, ossia “Corri, scappa c’è il Nemesis”.
E vorrei partire da questo.
Resident Evil 3 Remake è una gioia per gli occhi: la grafica è stupenda, da rasponi a due mani e il doppiaggio ti si scioglie nelle orecchie come la carne di wagyu si scioglie in bocca (e chi ha provato questo tipo di carne avrà capito il paragone)! È tutto molto bello e suggestivo, i cartelloni pubblicitari sparsi per la città sono fatti con una cura maniacale che ho dovuto fermare il gameplay per sospirare come una dama dell’800 alle prese con il suo primo struggente amore, per poi continuare a sospirare alla vista di Carlos (Ah, Carlos…) e restare a bocca aperta quando ho visto la scena dello specchio con Jill protagonista.

Potrei scriverci un poema su quanto sono belli e ben fatti graficamente i personaggi.
Poi c’è il Nemesis.
Il Nemesis è un ciuccellone.
Anzi, voglio spingermi più in là con la cattiveria e citerò Sabaku: il Nemesis è un merdone.
A differenza di Mister X nel 2, in cui sentivi i passi in avvicinamento e la musica in crescendo quando si avvicinava e ciò contribuiva a far crescere l’ansia di avercelo intorno all’interno della stazione di polizia, il Nemesis spowna a caso e tu devi scappare. E non tira nemmeno gli schiaffoni come il suo predecessore! Semplicemente ti solleva, sgrulla un po’ il tuo corpicino e ti butta un po’ più in là.
Can che abbia non morde e Nemesis che rantola “Stars” non uccide.
Più che dire “Corri scappa c’è il Nemesis” diventa un “Mamma mia che palle c’è il Nemesis.”
Le scene di inseguimento sono sì molto action e belle da vedere, ma si perde quella patina da “devo scappare o sto tizio mi fa fuori appena mi prende”. Okay che non è Outlast, però un po’ di strigna la vorrei avere.
Nell’originale il Nemesis sbraca Brad, Mikahil e un elicottero che stava per salvare Jill alla Torre dell’Orologio (e alla Torre ci arrivo fra un po’), nel Remake? Mikahil, che però è servito su un piatto d’argento praticamente, e Tyrell.

Allora, dove eravamo rimasti?
Della compagnia del Muorello non si sa più niente: Berry non pervenuto, Chris è a spassasserla con le biondone della Umbrella (e per biondone intendo tutta la marea di prove che sta raccogliendo per farla affondare) e di Wesker non si sa se è morto o meno. Restano solo Brad, il tizio che è scappato con l’elicottero lasciandoci nella villa del primo gioco, e Jill.
La nostra quota rosa oltre che damigella in difficoltà è anche sfigata: sospesa dalla S.T.A.R.S per via degli avvenimenti durante il primo titolo e per essere stata beccata a indagare sull’Umbrella, proprio nel momento in cui decide di lasciare Raccoon City viene tampinata dal Nemesis. E noi ragazze sappiamo quanto è fastidioso essere tallonate da un tipo che non solo pare uscito da Hellraiser ma non sa quando arrendersi.

Tuttavia Jill tanto D.i.D poi non è: riesce a scrollarsi di dosso le avance di quello che sarà il Big Bad Evil Guy (abbreviato in B.B.E.G.) e a fargli anche del male. Dimostra di avere anche un bel coraggio (e anche le palle cubiche come Sugar) perché affronta il Nemesis e si prende la briga di portarlo lontano dalla metro in modo da far guadagnare tempo a Carlos e i suoi. Qui arriviamo alla prima differenza fra l’originale del 1999 e il remake: originale, Carlos manda una richiesta d’aiuto tramite radio dicendo che il suo plotone è stato completamente annientato dagli zombies, nel remake arriva a bordo di un elicottero e poi salva Jill dal Nemesis, per poi portarla all’interno della metro dove ci sono sia i superstiti che il suo plotone. Nel Remake vediamo anche che Mikahil è capace di parlare e non è sdraiato e a un passo dalla morte come nell’originale, di conseguenza anche il ruolo di Nikolai nel 3 cambia leggermente rispetto all’originale: nel titolo del 1999 prende le redini della squadra, mentre del remake è ancora più stronzo perché pensa solo a sé stesso e non solo ne fa anche un vanto ma è talmente folle da chiudere il suo stesso capo all’interno del vagone perché capisce che il Nemesis vuole Jill.

Carlos, d’altro canto, è decisamente meno playboy rispetto all’originale: se pensiamo che nel titolo del 1999 le prime cose che dice a Jill sono, in ordine, “Sei pazza” e “Lo so, vuoi chiedermi di uscire: le ragazze vanno pazze per il mio accento” direi che abbiamo fatto passi da gigante.
Ad ogni modo, anche questa volta la nostra missione sarà più di una: capire che sta succedendo, mettere in funzione la metro e portare i salvo i superstiti… Faccio sta battuta dalla recensione del primo titolo, guadiamoci negli occhi e ammettiamolo: andrà tutto a battone come sempre. E non sto nemmeno facendo spoiler!

Nella linea temporale, Resident Evil Nemesis è parallelo al 2, per essere più precisi inizia un giorno prima e finisce un giorno dopo.
Non mi sento di chiamare questo titolo Remake ma lo vedo come Reboot: a differenza del 2, che teneva fede all’originale e cambiava leggermente qualcosa, qui vediamo alcune parti stravolte: la morte di Brad avviene in maniera diversa, e ancora sto decidendo se preferisco quella dell’originale o del remake, i puzzle sono stati tolti quasi tutti e alcuni avvenimenti stravolti. Hanno tolto perfino la Torre dell’Orologio, una delle parti più iconiche del gioco che era rimasta impressa a qualsiasi giocatore. Tutto ciò è stato rimpiazzato con alcune location prese pare pare dal 2: la stazione di polizia, il puzzle degli armadietti al suo interno e l’area docce quando giochiamo Carlos sono pressocché identiche. Ho apprezzato molto l’inserimento della parte in cui giochiamo Carlos, tranne per la scena in cui dobbiamo affrontare l’orda quella è una noia, perché ci da la possibilità di approfondire il personaggio e godercelo appieno rispetto all’originale.

Per non parlare della diversa modalità che i due personaggi hanno di affrontare i nemici: Jill può schivare e Carlos li riempie di pugni. Ci sono ancora i barili infiammabili e sono stati aggiunti dei dispositivi in grado di generare scariche elettriche per uccidere gli zombie, dunque lo sfruttamento dell’ambiente intorno a noi c’è, ma mancano le scelte multiple che davano la possibilità di rigiocare il titolo. Resident Evil 3 Remake non ha quegli elementi che ti invogliano a rigiocarlo, come nel primo dove potevi scegliere fra Jill e Chris o nel secondo dove fra Leon e Claire lo potevi giocare almeno quattro volte. Oltre a tutto questo è un gioco relativamente breve.
Sarà che una delle cose più belle della saga erano i puzzle e la Torre dell’orologio vista solo in un volantino mi ha spezzato il cuore o che la bella grafica non è abbastanza per farmi perdonare l’assenza delle scelte multiple, ma è un gioco a cui manca qualcosa. Un titolo che giochi, completi e poi lasci lì nel dimenticatoio.

È un bel gioco, mi è piaciuto ma non come i primi due. Hanno voluto rendere ancora più action il titolo che già lo era di suo rispetto agli altri della saga e hanno puntato sulla grafica. Ottima mossa, ma si poteva fare di più.

E comunque nessuno mi toglie dalla testa che Carlos è la copia sputata del pilota brasiliano di Inside Out.

Passo e chiudo!!!

Code Zanna

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