Recensione Tales from the Loop

Tales from the Loop porta su schermo il retro-futurismo suggestivo e atipico creato dall’artista Simon Stålenhag.

La miniserie è in streaming su Amazon Prime da aprile 2020 e consta di otto episodi diretti da registi diversi – tra i quali anche vip come Jodie Foster o quella vecchia roccia di Ti West – che raccontano otto storie ambientate nella cittadina che si trova al di sopra del “Loop”, un grande centro sotterraneo di ricerca scientifica che indaga i misteri profondi dell’universo.

Da spettatori non entreremo praticamente mai in questo specialissimo centro di ricerca. Tutto ciò che vediamo accade all’esterno. Ma quello che succede è così peculiare che forse è sempre in qualche modo conseguenza di quello che viene scoperto lì sotto.

Ma andiamo con ordine. Partiamo dall’ambientazione.

Ambientazione

L’estetica di auto e vestiti, ma anche altri indizi come l’assenza di cellulari e la presenza di jukebox nei bar, fanno intuire che potremmo trovarci negli anni 80 o giù di lì. Eppure per strada e nei boschi, sparpagliati un po’ ovunque, campeggiano strani oggetti tecnologici.

Macchine volanti, sfere grandi come una piccola navicella spaziale, imponenti robot. Giacciono così, un po’ rovinati, abbandonati in giro, come resti di una società ipertecnologica dimenticata.

Questi scenari retro-futuristici sono opera dell’artista svedese Simon Stålenhag, autore del libro illustrato Tales from the Loop da cui la serie è tratta. Nel volume Stålenhag propone una serie di bizzarre e suggestive illustrazioni, scrivendone a margine qualche riga di contesto. Queste lunghe didascalie sono proprio le storie che sono andate a confluire negli episodi di Tales from the Loop.

Trama

In questo mondo retro-futuristico i protagonisti dei diversi episodi si imbattono in strane tecnologie che in qualche modo cambiano le loro vite. Ma non risolvono mai i loro problemi.

Una ragazza che vorrebbe poter godere degli attimi di felicità all’infinito trova una macchina per bloccare il tempo. Lo studente invidioso delle capacità del suo migliore amico riesce a scambiare il suo corpo con quello dell’inconsapevole rivale. Un padre preoccupato per la sicurezza della sua famiglia acquista un grande robot a protezione della casa. Nel tentativo di riparare un vecchio trattore volante, un uomo straziato dalla solitudine si ritrova in un universo parallelo dove il suo doppio sembra innamorato e felice. Un nonno e un bambino entrano in una grande struttura sferica che riproduce un numero di eco pari ai decenni che restano loro da vivere. E così via.

Ogni storia si conclude nello spazio di una puntata, lasciando sempre qualche elemento irrisolto che verrà ripreso a margine da una puntata successiva o sarà volutamente lasciato in sospeso. Un altro mistero tra i molti segreti del Loop.

Recensione

Sono rimasta molto affascinata dal fatto che i vari prodigi futuristici scovati dai personaggi siano trovati sempre per caso come residui di qualcosa di più grande che non si è in grado di capire o contestualizzare.

L’uso di queste tecnologie dimenticate sembra facilitare la vita di molti, ma poi, andando più a fondo, i veri problemi di ognuno sono di una natura molto più intima ed esistenziale di quello che appare. Solitudine, frustrazione, malinconia per il tempo che passa, paura della morte… Di fronte a tutto questo la tecnologia di Tales from the Loop promette soluzioni ma può fare davvero molto poco.

A cosa serve una macchina che ferma il tempo se la durata di un attimo di felicità sarà sempre destinato a fare il suo corso e prima e poi a finire? E ci si sente davvero meno inadeguati di fronte al futuro nel corpo di un’altra persona o in un mondo parallelo? La vera soluzione è altrove e ognuno dei personaggi troverà un modo alternativo per far quadrare le cose.

In una intervista Simon Stålenhag ha detto che i veri protagonisti di Tales from the Loop sono i bambini. È vero. Anche quando non sono protagonisti assoluti dell’episodio hanno sempre un ruolo rilevante. Ed è loro il senso di sincera meraviglia al rinvenimento degli inusitati macchinari disseminati nel mondo di Tales from the Loop. Come quando eravamo piccoli e per la prima volta, in un mare di oggetti noti, ci imbattevamo in qualcosa di mai visto e iniziavamo a fantasticare sul suo uso prima di farci spiegare da un adulto la vera funzione. Vi è mai capitato? A me sì, e mi è piaciuto provare di nuovo questa appagante sensazione di scoperta senza vincoli razionali.

Un altro aspetto che ho molto apprezzato è che le storie sono tanti piccoli one-shot. Però, allo stesso tempo, sono anche tutte in qualche modo collegate, con personaggi ricorrenti e riferimenti continui tra una puntata e l’altra.

A mio avviso la distopia di Tales from the Loop riesce a suscitare nello spettatore una serie di emozioni contrastanti. Da un lato c’è un profondo senso di malinconia. Rimaniamo a riflettere sul tempo che passa, la morte, la solitudine, la paura per il futuro e così via insieme ai vari personaggi e con loro ci rendiamo conto che non c’è formula o macchinario che possa salvarci dalle nostre angosce esistenziali. Eppure accanto a questo pensiero drammatico scopriamo un senso di sollievo. Le storie di Tales from the Loop non si risolvono mai in modo semplice, ma in qualche modo arrivano al lieto fine. Non si sconfigge con la tecnologia e il progresso la scomparsa di una persona cara, lo scorrere del tempo e tutto quello che può impaurirci o metterci in ansia. Ma in qualche modo possiamo uscire indenni da questa consapevolezza. Trovare la maniera giusta per affrontare la cosa a testa alta. E prendere coscienza di questo attraverso le vicissitudini dei protagonisti di Tales from the Loop ci crea un grande senso di calma. La stessa calma che infondono i morbidi scenari della serie fatti di infiniti boschi e prati, punteggiati da poche case isolate e molto silenzio. C’è una bella e soddisfacente catarsi in tutto questo.

Potreste trovare i ritmi un po’ lenti, il pianoforte della colonna sonora eccessivamente melodrammatico, le atmosfere un po’ troppo rarefatte… Ma non mollate, tenete duro e lasciatevi meravigliare dalla strana realtà di Tales from the Loop. Non ve ne pentirete.

Ki Ba

Credits: Titolo originale: Tales from the Loop. Paese di produzione: USA. Episodi:8. Anno: 2020. Regia: Mark Romanek, So Yong Kim, Dearbhla Walsh, Andrew Stanton, Tim Mielants, Charlie McDowell, Ti West, Jodie Foster.

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