Face to face con Rob Hart

Buongiorno Distopici, sono appena rientrata da Milano (ieri sera in realtà, dato che questo articolo voi lo leggerete domani mattina) e, nonostante sia stanchissima, mi sforzo di resistere al sonno ancora per qualche minuto, per condividere con voi le emozioni di questo pomeriggio indimenticabile!

Insieme ai vincitori dei 4 Pass che avevamo messo in palio la scorsa settimana, io, Veronica, Elena, Tiziana e Lorenzo siamo andati all’anteprima esclusiva di The Warehouse, il romanzo di Rob Hart edito da DeA Planeta, in vendita proprio da questa mattina!

Be’, già solo mettere piede in una delle sedi della DeA è una grande emozione. E se poi ti fanno entrare in una stanza in cui ci sono l’autore, la traduttrice, l’editor, l’addetta stampa e altri 8 fortunati come te, dire che ti senti privilegiato è poco!

In preda alla curiosità e all’eccitazione del momento, ho stretto la mano all’autore e ho preso posto davanti a uno dei libri preparati appositamente per noi. Un libro di una bellezza unica, accompagnato da un kit di benvenuto legato alla storia. Subito ci siamo sentiti parte di questa storia Distopica molto vicina al nostro presente.

Prima di proseguire, vi faccio leggere la trama.

The warehouse. Per sconfiggere il sistema devi prima farne parte.

TRAMA:

C’era un tempo in cui guadagnarsi da vivere e metter radici da qualche parte non era poi tanto difficile. Una casa, un lavoro, una famiglia erano obiettivi alla portata di molti, se non di tutti. Ma quell’epoca, ormai, è solo un ricordo, così distante da sembrare a tratti irreale. Perché oggi è tutto diverso. Oggi c’è Cloud: la mega-corporation leader nella distribuzione e fabbricazione di prodotti di ogni genere – dai libri agli apriscatole – che in due decenni di politiche aggressive ha letteralmente divorato il mercato globale. Per chi, come Paxton, ha mancato d’un soffio il sogno di mettersi in proprio e si ritrova scornato e al verde, Cloud non è tanto l’ultima spiaggia, quanto l’unica spiaggia: l’occasione di rimettersi in piedi e ripartire da zero, cogliendo al volo l’opportunità di traslocare in una delle tante MotherCloud, le avveniristiche cittadelle in cui gli impiegati del colosso dell’e-commerce abitano e lavorano in perfetta armonia. Anche Zinnia, ex professoressa, ha superato a pieni voti l’intricato processo di selezione messo a punto dai programmatori di Cloud. Ma, dietro la facciata di impiegata solerte, nasconde intenzioni pericolose. Perché Zinnia è una spia per conto di misteriosi mandanti, incaricata di colpire Cloud dritto al cuore, eliminando il suo fondatore, il vecchio, venerabile Mister Gibson. Quando i destini di Paxton e Zinnia si scoprono indissolubilmente legati forse è già troppo tardi. Troppo tardi per chiudere gli occhi sulla realtà di un mondo caduto ostaggio dell’avidità e del cinismo di pochi. Troppo tardi per tirarsi indietro. Troppo tardi per continuare a fingere che la partita sia persa in partenza.
Paragonato a classici imprescindibili come 1984 di Orwell o Fahrenheit 451 di Bradbury, The warehouse è il thriller per i tempi che verranno. Conteso dai maggiori editori e già celebrato tra i migliori romanzi dell’anno, sarà presto un film diretto dal grande Ron Howard.

Rob HART ha lavorato come giornalista, direttore editoriale di una importante casa editrice digitale dedicata al mondo del thriller, portavoce di un politico, e come membro del consiglio comunale della città di New York. Insieme a James Patterson, ha scritto a quattro mani il thriller Scott Free. The Ware.

A turno ci siamo fatti avanti per porre le nostre domande all’autore, una persona squisita, i cui valori si potevano percepire in ogni risposta.

Riassumendo ciò che è emerso dalla conversazione a cui ho avuto il piacere di prendere parte, posso dirvi che Rob Hart è una persona che ha un grande spirito di osservazione e che guarda al domani con ottimismo.

Credeva che il suo romanzo non avrebbe mai visto la luce, proprio per le tematiche trattate, e invece è già stato tradotto in 20 paesi, riscuotendo molto successo e suscitando profonde riflessioni nei lettori.

Una delle speranze dell’autore, è proprio quella di sensibilizzare la gente, di mostrare loro attraverso le emozioni dei suoi personaggi, cosa c’è realmente in gioco quando acquistiamo qualcosa con un semplice click.

Non mi dilungo oltre, ma prima di salutarvi, voglio lasciarvi la citazione iniziale del libro, per il quale ho fatto i miei complimenti all’autore:

“Compatisco l’uomo che vuole un cappotto talmente a buon mercato da far morire di fame colui o colei che produce la stoffa o la trasforma in indumento.”

– Benjamin Harrison, presidente degli Stati Uniti d’America, 1891

Ora… potrei mettervi qui il link di Amazon, come siamo solito fare ma… i grandi cambiamenti sono possibili solo se noi siamo disposti a fare dei piccoli cambiamenti.

Perciò, andate in libreria!

Un bacio dalla vostra Distopica

Liliana Marchesi

Leggere Distopico

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