Recensione Xamas di Alessandro Reale

Bentrovati fantadistoreaders! Come già sapete, lo staff di LDFO non si ferma mai nel leggere, vedere ed interessarci per noi, ma soprattutto per voi! Quindi, come di consueto, oggi, ho il piacere di proporvi una recensione di un romanzo insolito ed imprevedibile. Sto parlando di “Xamas” di Alessandro Reale.

Diretto sequel di “Pragma” questo secondo romanzo ne riprende i personaggi principali.

Non avendo letto il primo capitolo ho avuto, solo in parte, qualche difficoltà a racapezzarmi nella realtà, più che alternativa, proposta da Reale. Diciamo che l’autore mette, comunque, il lettore in condizioni ottimali per comprendere appieno le vicende e ciò che le caratterizza senza lasciare nulla di incompiutamente lacunoso. Detto ciò ecco la vi lascio alla trama.

TRAMA

Latina Polis Primis, anno 2322. Dal Penitenziario di Ninfa evade un feroce assassino seriale. È solo la prima avvisaglia di una serie di catastrofi che si abbatteranno sulla città, coinvolgendo la Milizia e il team di bioprogrammatori che la sostengono. Attacchi informatici, sparizioni, cadaveri fatti a pezzi, oppure mai ritrovati. I sintomi dell’Apocalisse aleggiano nell’aria, e il prepotente e invadente detective Florex, un androide potenziato, ne sente la puzza da miliardi di anni luce. Allo stesso modo, Gavinus, il Centurione Capo del Dipartimento della Milizia, un ibrido tecnologico con i giorni contati, ma con troppa voglia di vivere per potersi arrendere, si metterà in prima fila per capire l’origine di questa serie di attacchi terroristici. Xamas riflette sulla potenza della crudeltà umana e le sue conseguenze su una progenie tecnologica che da prodotto diventa padrone. Gli androidi, da sempre considerati inferiori, si ritroveranno a dover scegliere se essere distruttori o salvatori dei loro stessi creatori.

RECENSIONE

Il romanzo è ambientato a Latina Polis Primis, una città molto simile alla Roma dei giorni nostri, ma completamente trasformata dai disordini climatici e dall’operato sbagliato dell’uomo.

Qui, sta succedendo qualcosa di oscuro, una grave minaccia incombe sugli umani e sugli androidi: gli animali contaminati e devastati dalle radiazioni diventano sempre più aggressivi e senza controllo, seminano morte e terrore al loro passaggio.

A tutto questo, si aggiunge la fuga di un pericoloso assassino da una prigione di massima sicurezza con la sua conseguente sparizione. Viene chiamato ad indagare, il miliziano Florex, androide superiore molto rude ma dotato e coraggioso che cerca di scoprire cosa si cela dietro questi terribili accadimenti.

Completano la squadra, Gavinus, centurione capo della Milizia, in crisi profonda a causa di un crollo fisico devastante e la bella e seducente Anja, talentuosa ricercatrice e caratterizzata da un umore traballante, per la quale prova un’irresistibile attrazione.

Le indagini porteranno Florex a scoprire una verità scomoda e preoccupante che lo condurrà in mondi oscuri e torbidi da cui sarà difficile venire fuori.

“Xamas” è un testo tutt’altro che banale, è intenso e graffiante e mette di fronte al lettore scomode verità ed importanti interrogativi.

L’uomo è davvero un essere superiore o è semplicemente capace di trovare modi sempre più evoluti di distruggersi? Gli androidi saranno in grado di migliorare insieme all’intelligenza artificiale e le tecnologie, realmente la nostra vita e quella del pianeta, oppure la complicheranno, valutato il fatto che siamo noi umani ad averle ideate?

“Xamas” è un romanzo puramente distopico che ha altresì una forte componente filosofica e fantascientifica.

L’autore propone nell’esposizione dei fatti un continuo susseguirsi di vicende ricche di azione e adrenalina in un’ambientazione del tutto singolare. Ogni particolare è descritto minuziosamente con l’intento di trasportare il lettore in un panorama ricco di devastazione.

I personaggi sono complessi e abilmente caratterizzati in tutti i tratti, sia positivi che negativi. Il mio preferito è sicuramente quello di Anja, estremamente complicata e mutevole, ma anche affascinante, il personaggio, senza dubbio, più empatico del libro.

Lo stile è abbastanza scorrevole. Personalmente ho fatto un po’ fatica a rapportarmi con il testo all’inizio forse perché non avevo letto il volume precedente, tuttavia l’autore non fa sentire il lettore in difetto su questo aspetto, grazie alla sua capacità narrativa che colma abilmente le eventuali lacune.

Complessivamente, per concludere, posso affermare che il romanzo avvince e incuriosisce il lettore nella maniera giusta, sottoponendolo a diversi interrogativi che trovano sufficienti risposte, sino allo strabiliante epilogo.

Passo e chiudo!

Valentina Meana

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