recensione the upper world

Recensione: The Upper World di Femi Fadugba

The Upper World è uno dei libri che mi ha più entusiasmato della stagione scorsa. Pubblicato per Mondadori, la storia creata da Femi Fadugba ha tantissimi spunti di interesse per poter diventare un classico del genere.

La trama: ai confini del tempo

Leggendo la quarta di copertina, non è ben chiaro in realtà di cosa si stia parlando in questo libro. O per meglio dire, non si percepisce quanto possa essere realmente interessante la storia di questi due personaggi principali.

Da una parte Esso, un ragazzo di colore che vive tutte le difficoltà della periferia londinese, tanto da essere coinvolto a un certo punto, in quella che sarà una sparatoria all’ultimo sangue.

Dall’altra parte c’è Rhia, collegata a stretto filo con Esso ma distante quindici anni nel futuro. Perchè questa è (anche) la storia di un viaggio nel tempo, di quelli però fortemente intrecciati, dove più che lo spostarsi da un momento all’altro, ci si muove seguendo una traccia precisa, con regole determinate dalla fisica stessa.

In questo intreccio del tempo e delle situazioni, Esso dovrà trovare un modo per salvare i suoi cari, mentre Rhia cercherà di capire il suo stesso posto nell’Universo.

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La recensione di The Upper World

Ho già anticipato il fatto che questo sia uno dei libri che più mi sono piaciuti nell’ultimo periodo. E non solo perché sono un inguaribile amante delle storie sui viaggi nel tempo, ma perché in questo caso c’è anche molto di più.

C’è uno stile fresco e molto chiaro intanto, che aiuta a capire nel modo migliore non solo gli sviluppi e le profondità dei personaggi e della storia, ma offre anche più di uno spunto “scientifico” per avvalorare il significato di quanto sta succedendo (o per succedere).

Concetti per lo più già visti nella letteratura sul tema (che partono dal presupposto di un “tempo relativo” secondo il modello più Einsteniano possibile) ma che in qualche modo si spingono anche oltre, sfiorando il confine con il fantastico.

“Quando una persona che ami entra in una stanza, e senti quella forza, quello strattone nel tessuto dello spazio-tempo tra te e lei.”

Perchè c’è un’energia incredibile nel mondo che ci circonda, e ancora di più in quello che l’autore chiama “il mondo superiore”, dove le leggi della fisica sono spinte all’estremo. E soprattutto, c’è un’energia ancora più misteriosa che muove gli esseri umani e le loro emozioni, capaci davvero di attraversare il tempo, in ogni direzione possibile.

C’è chi lo catalogherebbe come “Young Adult”, ma a noi non piace dare etichette e come spesso accade anche in questo caso ci sono in realtà fusioni di sotto generi diversi. Di certo la scrittura è semplice ma altrettanto efficace, in un libro di intrattenimento che però conserva la possibilità di essere letto a diversi livelli.

Fadugba in effetti è particolarmente bravo proprio a giostrarsi nel migliore dei modi, riuscendo (da buon fisico quale è) a spiegare nel migliore (e più semplice) dei modi, anche concetti apparentemente complessi. E non solo, perché nel mentre riesce a creare anche quel filo di empatia con i suoi personaggi, che regala così al lettore un’imprescindibile legame emotivo in entrambi i punti di vista sviluppati.

Alla prossima

Marco Fava

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