Recensione: “Quoziente 1000” di Poul Anderson.

TRAMA

In un periodo imprecisato alla metà del Novecento, all’improvviso gli esseri viventi vedono la loro intelligenza accrescere senza apparente motivo. Si scopre che la Terra è appena uscita da un campo di forza sconosciuto che attraversava la Via Lattea e nella quale l’intero Sistema solare era avvolto da milioni di anni. Questo campo aveva inibito lo sviluppo dell’intelligenza sulla galassia e quindi anche sulla Terra. Senza più limiti imposti dal fenomeno, tutte le forme di vita subiscono molto velocemente un sensibile aumento del quoziente intellettivo, cosa particolarmente evidente negli esseri umani e in molti tipi di animali. La difficoltà nel gestire le nuove capacità e quindi ad adattarsi ai nuovi processi mentali, causa inizialmente delle rivolte mondiali e l’anarchia tra la popolazione, confusione questa amplificata anche dal cambiamento di comportamento degli animali nei confronti della razza umana.

RECENSIONE

Quoziente 1000, pubblicato per la prima volta nel 1954, e che ho potuto leggere grazie a una bancarella di libri usati, è un romanzo di pensiero che si basa su un’idea interessante: Cosa accadrebbe se tutte le creature, e non solo gli esseri umani, improvvisamente diventassero intelligentissime?

La vita sulla Terra migliorerebbe?

Poul Anderson ci trascina in una narrazione figlia del suo tempo, in cui ci mostra gli eventi attraverso gli occhi di una manciata di personaggi.

La super intelligenza per molti è un dono ma per alcuni è una condanna. C’è chi decide di farsi bruciare il cervello per non dover portare il fardello della conoscenza e chi, invece, lo usa per innescare rivolte contro i governi. Vivere non è mai stato così difficile, il sapere inebria i deboli e schiaccia i saggi. Nuove forme di comunicazione emergono tra la popolazione, gli animali acquistano la capacità di fronteggiare gli allevatori e coloro che hanno un’intelligenza “normale” restano isolati dalla nuova società.

Quoziente 1000 è offre molti spunti di riflessione, si interroga sulla nostra società e sulla capacità degli esseri umani di gestirsi al di fuori di un controllo governativo. Tra le righe chiede al lettore se sia meglio una risposta a tutte le domande o la beata ignoranza.

Ovviamente non è un libro adrenalinico, è stato scritto negli anni Cinquanta, ha una narrazione soffice, che porta il pensiero a prevalere sulle azioni. Personalmente non lo conoscevo e l’ho trovato molto interessante. Lo consiglio a chiunque abbia voglia di affrontare un percorso interiore attraverso gli occhi di piccoli umani troppo saccenti.

A presto.

Delos

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