Recensione: La sindrome di Lilliput di L. Iacobellis

La soluzione per la sovrappopolazione e la scarsità di risorse? Dimezzare il genere umano. Ma non come pensate.

Le risorse sulla Terra scarseggiano, la sovrappopolazione soffoca il pianeta e la democrazia è un ricordo lontano. Attraverso una lunga lezione di storia, in una classe sovraffollata, le nuove generazioni scoprono gli eventi che hanno trasformato il mondo in un luogo triste e autoritario. Fanno la conoscenza di Peppino III, Imperatore mondiale di dubbia competenza e di scarsa moralità, e apprendono l’assurda evoluzione della loro società.

Una narrazione grottesca, per raccontare un futuro in radicato nel nostro presente. Un testo provocatorio, che usa un’ironia caricaturale per affrontare i grandi problemi della nostra epoca.

RECENSIONE

Eccomi a parlarvi della VENTICINQUESIMA uscita della collana “Dystopica” della Delos Digital che si pone l’obiettivo di far conoscere al pubblico opere agevoli di narrativa fantascientifica e distopica prevalentemente Made in Italy.

Qui, l’autore, Lorenzo Iacobellis, immagina un mondo in cui per provvedere alla sovrappopolazione della Terra, e a tutti i problemi che ne concernono, è stata escogitata una soluzione davvero sui generis.
È problematico accennare alla trama senza rovinare l’effetto sorpresa – legato alla costruzione del racconto – per questa ragione mi limiterò a dirvi che gli alunni del professor Quantiq stanno per imparare una lezione che non dimenticheranno mai: ripercorreranno gli eventi che hanno comportato non solo la cosiddetta Congiura degli Astinenti, ma un cambiamento epocale che ha scombussolato l’evoluzione della specie.

Servendosi dell’espediente narrativo della lezione scolastica tramite l’uso di supporti audiovisivi, ci mettiamo nei panni dei discenti scoprendo quanto è accaduto alla Terra in un arco temporale davvero ampio.

La sindrome di Lilliput” si snoda in circa quarantacinque pagine ed è un crescendo di consapevolezza e di straniamento, oltre ad abbracciare il genere fantascientifico-distopico ha anche echi da bizzarro fiction.


Ci viene mostrata una realtà piena di disincanto, Peppino III ha introdotto dei dettami non proprio tollerabili per arginare i rischi della sovrappopolazione mondiale e spiattella in faccia queste nefandezze senza alcuna remora. L’aspetto grottesco emerge in tutta la sua veemenza grazie agli sprazzi di cui veniamo a conoscenza del governo assurdo di Peppino III che più che essere un dittatore sembra un bambino capriccioso davanti a una consolle piena di bottoni colorati; nessuno può contraddirlo, la sua parola è legge, pena la morte.

Durante la lettura sfugge qualche amaro sorriso perché, nonostante le decisioni forti prese dal dittatore, la società del futuro se ne frega altamente, sente proprio il disperato impulso di sfogare gli istinti riproduttivi e la religione, in questo caso, darà non poco filo da torcere al nostro despota. Tuttavia, ci tengo a precisare che non troverete scene osé.
Il racconto si fa leggere con grande scioltezza, merito di una scrittura fluida e dai toni decisamente irriverenti. I “difetti”, a parte la presenza di qualche refuso sfuggito in fase di editing, sono che, data la sua brevità, non c’è molto spazio per tratteggiare la personalità dei personaggi e tantomeno per definire nella sua interezza il worldbuilding.
Se nel suo romanzo, Jonathan Swift muove una condanna all’intera umanità, Lorenzo Iacobellis con grande ironia e una prosa tagliente e spietata tratteggia una sorta di relativismo etico, attraverso la vasta rappresentazione di un mondo egoista che ha smarrito sé stesso.
Consigliato!

Elisa R

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *