Recensione Infoguerra di Cory Doctorow

Bentrovati distofantareaders!

Infoguerra “è un romanzo breve di Cory Doctorow, pubblicato per la prima volta nel 2007, ma il titolo originale, più aderente al testo, è After the Siege ovvero Dopo l’assedio, perché in effetti tutta la storia ci presenta una città assediata dal punto di vista di una ragazzina di tredici anni, Valentine, e della sua famiglia.

TRAMA DI INFOGUERRA
Un esercito nemico, che sembra rappresentare tutto il resto del mondo, ha dunque attaccato la città, la protagonista fa esperienza di quanto dura e violenta, sia la vita mano a mano che le risorse iniziano a scarseggiare.
Valentine resta sola perché padre e madre sono impegnati al fronte, ed entrambi saranno vittime della guerra spietata, così Valentine resterà sola con il fratellino, mentre la città vive una terribile carestia e una terribile malattia che trasforma le persone in zombie.
Valentine incontra un uomo, chiamato “Il Mago”, che possiede ancora una “stampante” perfettamente funzionante con la quale può produrre sia cibo che abiti.
Questi straordinari apparecchi sono di fatto la causa della guerra, perché il nemico vuole impedirne l’uso gratuito. Disorientata e ingenua, Valentine prima sospetta che il Mago sia una spia, poi scopre che è un reporter di guerra. Alla fine sarà proprio Valentine a scoprire involontariamente il modo per far cessare la guerra.

RECENSIONE DI INFOGUERRA


Chi, come me, legge oggi il libro (tradotto da Luca Volpino per Delos Digital nel 2012) non può fare a meno di confrontare le inquietanti ricostruzioni di Doctorow con le tragiche immagini della guerra in Ucraina oggi in atto. La sintonia è stupefacente e ci dà il segno della grandezza di Doctorow come scrittore, grandezza ancora poco riconosciuta a livello critico e non abbastanza apprezzata a livello di pubblico. Di questo autore trapelano più vistosamente le ossessioni per i pericoli della tecnologia e in particolare le sue battaglie contro i monopoli del copyright e l’invadenza del potere attraverso i social e gli strumenti informatici e il preteso diritto del potere di far uso di ogni mezzo per soffocare il dissenso.
Anche qui tutto ruota intorno a una città che attraverso le stampanti 3D ha cercato di riprodurre abiti, cibi, oggetti, medicine, ecc. Mettendo in evidente difficoltà tutto il sistema economico capitalista. Ed è stata per questo attaccata e messa sotto assedio dal resto del mondo.
Ma la storia, vista dagli occhi di una ragazzina, quindi fuori di ogni ideologia e di ogni discussione politica, è soprattutto una storia di dolore, di morte, di fame, di disperazione, di abbandono, cioè il volto autentico di ogni guerra, giusta o ingiusta che sia.
Confesso che trovo la narrativa di Doctorow sempre più interessante e coinvolgente soprattutto per questa sua capacità di vedere oltre il limiti: intuire cioè artisticamente le potenzialità e i rischi insiti nello sviluppo della tecnologia, e come essa sia sempre strettamente collegata alla struttura politica della società. Chi immagina ancora la neutralità della scienza e della tecnica nel nostro mondo ha di che riflettere.

STEFANO ZAMPIERI

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