Recensione Il popolo segreto di John Wyndham

È il primo romanzo pubblicato nel 1935 da John Wyndam pseudonimo di John Wyndham Parkes Lucas Beynon Harris, scrittore inglese celeberrimo soprattutto per Il giorno dei trifidi del 1951.
In quest’opera imita chiaramente il modello dei romanzi ottocenteschi di Verne e Wells, infatti ricorda in molti passi il Viaggio al centro della Terra del francese. Ha quindi un piacevole sapore antiquario gestito però in modo da creare un testo molto gradevole, di facile leggibilità anche se non brillante per originalità.
In Italia il romanzo è apparso col titolo Le onde del Sahara, in Urania n° 56, Arnoldo Mondadori Editore, 1954; e con il titolo Il popolo segreto nella collana Cosmo Oro n° 24, Editrice Nord, 1976.


TRAMA DE IL POPOLO SEGRETO

La storia di “The Secret People” è ambientata nel 1964 e segue le vicende di un giovane inglese un po’ sbruffone e di una ragazza sulla quale intende far colpo invitandola a un viaggio col suo nuovissimo mezzo: un aereo a razzo. La coppia finisce però per precipitare nel Nuovo Mare, ovvero il mare che dovrà ricoprire il deserto del Sahara. L’aereo con i due a bordo viene risucchiato in un gorgo e finisce in un mondo sotterraneo abitato da un popolo di pigmei che da generazioni hanno abbandonato il mondo superiore e non ne conservano nemmeno il ricordo.
Imprigionati con molti altri sventurati non hanno alcuna possibilità di uscire perché il rozzo popolo del mondo inferiore non vuole che la notizia dell’esistenza del loro mondo si sappia, i due però insieme a un piccolo gruppo fanno di tutto per fuggire. Ci riusciranno a seguito di una sanguinosa rivolta, e a margine avranno il tempo di innamorarsi.


RECENSIONE DE IL POPOLO SEGRETO


Il lieto fine aiuta certo il lettore a godersi la storia seguendo un meccanismo narrativo per niente originale, spiace però che l’autore non abbia sviluppato l’idea del Sahara trasformato in un mare attraverso delle pompe che riversano l’acqua dal Mediterraneo, elemento questo sì originale e interessante che avrebbe potuto dar vita a una narrazione davvero insolita. Probabilmente non era nelle corde di Wyndham oppure ha preferito la via più semplice e più facilmente vendibile sul mercato delle riviste di fantascienza su cui infatti il romanzo apparve per la prima volta.
Confesso che di John Wyndham ho apprezzato molto di più Il giorno dei trifidi, oppure I trasfigurati ( 1955) o Chocky (1968) perché più problematici e più vivaci dal punto di vista dell’argomento, ma Il popolo segreto resta comunque una piacevole lettura e forse persino uno di quei classici che è bene aver letto.

STEFANO ZAMPIERI

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