Recensione : Il segreto di Greenwich di Roger Munny

Cosa è vero in un mondo fatto di finzioni? Harlan è un uomo duro, fedele al suo dovere. Fa ciò che gli viene ordinato, fa poche domande e non si preoccupa di pensare. Non spetta a lui farlo.

La Federazione gli assegna una nuova missione, un compito delicato che coinvolge una ragazza innocente, una vittima del sistema ignara del suo destino. Lontano dalla civiltà, travolto dalla vastità del deserto, Harlan si troverà costretto a schivare attacchi inattesi e ad affrontare il dilemma di una scelta che non avrebbe voluto fare.

RECENSIONE

Se il primo romanzo breve di Roger Munny (Attacco alla Federazione, Delos Digital, Collana Dystopica, 2022) aveva introdotto il lettore nel futuro di una megalopoli interconnessa i cui traffici erano direttamente proporzionali agli intrighi di potere, con il secondo racconto, Il segreto di Greenwich, l’autore offre uno spaccato ancora più dettagliato e complesso di questo eccezionale mondo del futuro. I due racconti, per quanto ben connessi e atti a rappresentare una società futura a base di tecnologia i cui effetti si ripercuotono sulle esistenze individuali e collettive, sono autoconclusivi e indipendenti. Si tratta di un aspetto molto positivo in una realtà narrativa come quella attuale in cui la serializzazione avviene troppo spesso a scapito della fruizione del singolo oggetto d’arte, sia esso un episodio di una serie o di un romanzo.

Notevole è il world building: la società altamente informatizzata del futuro, con tutti i suoi dettagli nitidi e credibili, resta sullo sfondo di una vicenda molto ben congegnata e sviluppata, un complesso susseguirsi di eventi legati alla lotta per il potere e il controllo delle risorse umane e finanziarie in uno scenario sì interplanetario, ma che ricorda molto bene e con calcolatissimi bilanci la situazione attuale di profonde disuguaglianze e di viziate dinamiche di gestione delle risorse e dei capitali.

In questo contesto s’inserisce una trama d’azione che molto ricorda una certa letteratura poliziesca e di spionaggio d’autore, sofisticata e incisiva, decisamente abile di arginare i limiti di genere e capace di offrire a chi legge un affresco indimenticabile con personaggi concreti, palpitanti, di sicura presa emotiva.

Fantascienza sociale, certamente, ma non solo, riflessione filosofica sul potere e sull’autorità, gestione narrativa dei topoi più notevoli della letteratura di genere contaminati e proposti con l’effervescenza della miglior letteratura di speculazione.

Un nuovo tassello narrativo di rilievo in una collana che sta dando voce all’emergente letteratura italiana della distopia e della fantascienza. Da non perdere.


Roberto

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